Sindrome metabolica: ecco come contrastala coi rimedi naturali

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Con il termine “sindrome metabolica” si fa riferimento ad una condizione complessa conseguenza, tra le altre cose, di uno stile di vita scorretto. Possiamo parlare di sindrome metabolica quando sono presenti tre o più fattori metabolici alterati. Questi i valori da considerare:

  • Circonferenza addominale ≥ 94 cm nei maschi e ≥ 80 cm nelle femmine
  • Pressione arteriosa, maggiore o uguale a 130/85 mmHg o in terapia medica
  • Glicemia a digiuno, maggiore a 100 mg/dl o diabete conclamato
  • Trigliceridemia, maggiore o uguale a 150 mg/dl
  • Colesterolo HDL, minore di 40 mg/dl negli uomini e 50 mg/dl nelle donne

Quali sono le cause?

Come detto si tratta di una condizione complessa, per questo le cause sono molteplici. Tra quelle più ricorrenti troviamo:

  • un’alimentazione ricca di grassi saturi e di alimenti ad alto indice glicemico;
  • lo stile di vita sedentario;
  • uno stato di insulino-resistenza, responsabile della predisposizione a diabete, ipertrigliceridemia, ipertensione, alterazioni del microbiota intestinale;
  • l’obesità;
  • la predisposizione genetica.

La probabilità di sviluppare una sindrome metabolica è tanto più elevata quanto maggiore è il numero di fattori di rischio presenti: la compresenza di 3 fattori è un segnale d’allarme che deve indurre a correre ai ripari.

Gli oligoelementi che riattivano le funzioni metaboliche

Per stabilizzare le funzioni metaboliche possiamo ricorrere a una terapia di fondo con oligoelementi utili per riequilibrare l’asse ipofisi-pancreas, che modula la capacità di adattamento allo stress. Il complesso Nickel-Cobalto è l’oligoelemento da assumere quando lo squilibrio coinvolge la parte esocrina del pancreas, con difficoltà a digerire i grassi, steatosi epatica e fermentazione intestinale. Nell’iperglicemia e negli stati pre-diabetici è invece utile l’oligocomplesso Zinco-Nickel-Cobalto. Si assume una fiala del complesso prescelto a giorni alterni, la mattina a digiuno, per due mesi.

Alimentazione e movimento, due i punti chiave

Una dieta corretta è certamente fondamentale per prevenire o correggere le alterazioni metaboliche, ma da sola non basta: occorre anche modificare lo stile di vita, rimettendo in movimento corpo e mente. Vediamo come.

La dieta giusta

  • No alle diete troppo restrittive, che generano ansia, insoddisfazione e fissano ossessivamente la mente sul cibo. La dieta ideale è quella “mediterranea”, riconosciuta in tutto il mondo come la più salutare in assoluto, che si fonda sulla cosiddetta piramidealimentare. Il trucco in più da mettere in campo è suddividere il cibo in 5 piccoli pasti quotidiani: mantiene attivo il metabolismo.
  • Mai saltare la prima colazione: secondo alcuni studi a lungo termine, consumare sistematicamente una prima colazione inadeguata aumenta del 68% il rischio di sviluppare nel tempo una sindrome metabolica.

L’attività fisica e…mentale!

  • Passare ore in palestra attaccati agli attrezzi non serve, e può essere addirittura controproducente: da una parte genera un surplus di acido lattico che acidifica l’organismo,  il che altera il metabolismo generale dei grassi, dall’altra induce a consumare più cibo e bevande “per recuperare”. Camminare all’aria aperta, andare in bicicletta e nuotare sono le attività migliori: attivano i muscoli senza forzarli e contrastano lo stress psicofisico, causa primaria di alterazioni metaboliche.
  • Mantenere in movimento la mente è altrettanto importante: coltivare interessi e passioni diverse, conservare lo sguardo curioso e “incantato” con cui guardavamo il mondo da bambini, sazia corpo e mente e li mantiene freschi e sani più di ogni altra cosa.

I rimedi naturali che contrastano la sindrome metabolica

  • La banaba aiuta a ridurre il giro-vita Originaria del sud est asiatico, la banaba è il fitoterapico a cui ricorrere per smaltire il pericoloso grasso che si deposita attorno al giro-vita: contiene acido corosolico, una  sostanza che, secondo alcuni studi clinici, inibisce la differenziazione degli adipociti (le cellule del tessuto adiposo) e impedisce l’accumulo di trigliceridi a livello epatico. Si assume in capsule, nella dose minima indicata sulla confezione.
  • Calcarea phosphorica è l’omeopatico indicato per chi ama il cibo spazzatura dei fast food, che oltre a intasare il corpo di grasso “malato” e tossine produce infiammazione a livello dell’ipotalamo, la “centralina” cerebrale che controlla l’appetito. Posologia: 3 granuli alla 5 CH prima dei pasti.
  • Olivo e Frassino: le piante spazzine del sistema vascolare. Le foglie dell’olivo, simbolo della pace, contengono principi attivi altamente benefici che regolano i livelli di grassi nel sangue, riequilibrano la pressione e pacificano il sistema nervoso. Per potenziarne l’azione associalo al frassino, noto  per la capacità di “spazzare” i vasi venosi e arteriosi dal colesterolo, prevenendo le placche aterosclerotiche: ricco di rame e ferro, promuove anche il fissaggio del ferro dell’emoglobina. Posologia: Estratto secco di foglie d’olivo titolato al 12,5% min. in oleuropeina,  2 capsule al giorno; Tintura madre di Frassino: 20 gocce in poca acqua due volte al giorno, per non più di due settimane continuative.
  • Calcarea carbonica è il rimedio omeopatico costituzionale utile alle persone dal metabolismo lento, con livelli elevati di trigliceridi e colesterolo nel sangue e carenza di ormoni tiroidei (T3 e T4), che hanno difficoltà a ricevere il segnale di sazietà dal cervello e continuano a mangiare senza accorgersi della quantità di cibo che ingurgitano. Si assume alla 30 CH, 5 granuli una volta al giorno.
  • La gymnema abbassa la glicemia. Nella medicina Ayurvedica la gymnema è il rimedio raccomandato per tenere sotto controllo il tasso glicemico nel sangue. Secondo gli studi, il suo uso sembra in grado di accrescere la funzionalità e il numero delle cellule pancreatiche che producono l’insulina, caratteristica unica nel mondo vegetale. Si assume in capsule, una prima di pranzo e cena, per non più di 15 giorni. N.B. Non usare in gravidanza o con altri ipoglicemizzanti.

Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo della sindrome metabolica non va sottovalutato lo stress: è infatti accertato che esiste un collegamento diretto tra il livello di stress di una persona e il livello di colesterolo HDL nel sangue. Stress, rabbia, depressione, disagi affettivi ed emotivi influiscono sulla chimica del corpo stimolando le ghiandole surrenali a rilasciare ormoni infiammatori come cortisolo, adrenalina e ormone neuropeptide Y, che attiva i nervi periferici del tessuto adiposo, inducendo l’accumulo di grasso, soprattutto attorno al giro-vita, come se volessero creare un “cuscinetto protettivo” per attutire l’impatto tra la persona e l’ambiente o gli eventi stressanti.