Smartworking, ecco cosa accade al tuo corpo e alla tua mente se lavori da letto

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Lavori dal letto? Ecco cosa accade al tuo corpo e alla tua mente

L’emergenza sanitaria Covid-19 ha costretto molti di noi a cambiare abitudini e modalità di lavoro. In particolare, per chi poteva farlo, si è verificata l’esigenza di lavorare da casa, ovvero in smartworking. Una parola, fino a un anno fa di nicchia che improvvisamente è entrata nelle nostre vite. 

Per molti lo smartworking si è trasformato in lavoro dal proprio letto. Tanti infatti neanche tolgono il pigiama quando si svegliano e iniziano a lavorare in tenuta notturna. Con ripercussioni preoccupanti su corpo e mente.

Uno studio del novembre 2020 riporta che il 72% dei mille americani intervistati ha dichiarato di aver lavorato esattamente così durante la pandemia, con un aumento del 50% dall’inizio della crisi. Uno su 10 ha riferito di aver trascorso tra i cuscini gran parte della settimana lavorativa. Lo scrive in un articobol la Bbc dal titolo “What happens when you work from bed for a year”, ovvero che cosa accade quando lavori dal letto per un anno.

Intervistato da HuffingtonPost Marcello Chiapponi, fisioterapista e personal trainer, dichiara: “Abbiamo un grosso problema. Il letto è una superficie morbida. È pensato per indurre un rilassamento dei muscoli, quello che ci serve durante la notte. Durante il giorno invece sarebbero progettati per muoverci. Nel momento in cui li costringi troppo a lungo fermi, in una superficie particolare come il letto, costruita per rilassare, i muscoli naturalmente si atrofizzano, riescono a fare meno bene il loro lavoro, quindi è più facile che si infiammino”.

L’impatto del lavorare dal letto è anche a livello mentale, soprattutto sul ritmo sonno-veglia. “Il cervello ha bisogno di segnali per svolgere la sua attività” spiega Guido Di Giovanni, neurologo dell’asl di Chieti, esperto in disturbi del sonno. Se di giorno stiamo sempre a letto, a fine giornata non abbiamo una grossa spinta al sonno. Da non sottovalutare anche un problema di associazione: il cervello impara che a letto bisogna svolgere un’attività, per cui quando la sera ci corichiamo, è come se dicesse: “Ora non devi dormire, accendi il pc e vai a lavorare”.

Mesi e mesi passati a lavorare direttamente dal letto aumentano quindi il rischio di soffrire d’insonnia, con tutte le conseguenze che questa comporta.