Per la quasi totalità della popolazione, abituata a seguire il ritmo circadiano, ovvero l’alternanza del ritmo sonno-veglia basata su giorno e notte, luce e buio, sentir parlare di sonno polifasico forse sarà una completa novità.

Sonno polifasico: sin dai tempi antichi ci si interroga sul giusto metodo di ripartire le ore di sonno durante la giornata

Il grande Leonardo era solito riposarsi 20 minuti ogni 4 ore. Facendo due conti, dormiva appena 2 ore al giorno. A quanto pare, però, non era il solito: anche Thomas Edison e Napoleone si concedevano pisolini frequenti, al fine di ottimizzare il tempo a disposizione. Questa pratica viene definita sonno polifasico, termine coniato dallo psicologo J.S. Szymanski.

Una tipologia di riposo tipica dei neonati che in età adulta lascia il posto al sonno monofasico. Solamente, con l’avanzare degli anni si torna, poi, progressivamente al sonno polifasico. Secondo la Sleep Foundation, i benefici di questo sonno sono tanti. Fra questi: migliori produttività, prontezza e capacità di memorizzare; maggiore compatibilità con gli orari poco regolari di chi lavora, ad esempio, a turni; non in ultimo, il potenziamento dei sogni lucidi.

Questi si verificano quando una persona, pur consapevole che sta sognando, riesce ad assumere il controllo della narrazione del proprio sogno influenzandone lo svolgimento. Va detto, tuttavia, che col sonno polifasico non mancano gli effetti collaterali: come sottolinea sempre la Sleep Foundation, si hanno una minore capacità di rispondere celermente agli stimoli in fase di veglia, una maggiore sonnolenza e vari impatti negativi sulla salute psicofisica.

A chi è sconsigliato il sonno polifasico

Atleti, persone con fragilità e carenze a livello di salute, chi è sottoposto ad un regime di dieta o coloro che risentono facilmente dei cambiamenti nei ritmi e gli stili di vita sono fra le categorie di persone a cui non è raccomandato questo regime del sonno.
Per testare quelli che si ipotizzano essere i principali benefici del sonno polifasico – finora non verificati per un tempo superiore ai 6 mesi – bisogna infatti godere di un’ottima salute e non seguire regimi severi come quello degli sportivi professionisti.