Troppo sale (cloruro di sodio) nell’alimentazione può favorire l’aumento della pressione arteriosa e, di conseguenza, il rischio di malattie dei vasi sanguigni, del cuore e dei reni, di tumori allo stomaco e, probabilmente, di osteoporosi, soprattutto nelle persone a rischio.

La quantità di sale che dovremmo consumare al giorno è molto meno elevata di quanto possiate pensare, quindi in ogni piano alimentare salutare dovrebbe essere prevista un’alternativa: la buona notizia è che ne esistono diverse, tutte gustose e saporite, senza gli effetti collaterali del sale (sceglietelo iodato, ecco perchè)

Una alternativa al sale classico è il lievito alimentare: non va confuso con il lievito classico nè con quello per dolci, perchè è in realtà un lievito disattivato, ricco di vitamina B12, ferro ed aminoacidi, a basso contenuto di grassi e sodio e privo di zuccheri e glutine. Viene utilizzato dai vegani come alternativa ai prodotti caseari, perchè ha un sapore delicato che ricorda vagamente il formaggio: non ha controindicazioni, ma è ovviamente sconsigliato a chi è allergico ai lieviti.

Il lievito alimentare può essere usato a scaglie per insaporire pasta, sughi, zuppe di legumi, verdure bollite, insalate e addirittura popcorn.

Perché troppo sale fa male?

Le alternative al sale non finiscono comunque qui: per insaporire i cibi potete usare le spezie, un serbatoio praticamente infinito di sapori a cui attingere a seconda dei vostri gusti. Non dimenticatevi poi di aceto e limone, due componenti acidi che possono fare moltissimo per esaltare il gusto dei vostri piatti (mentre il sale tende a coprire i sapori).

Ottimo poi per insaporire il vino, che potete far sfumare in cottura, ma anche il sedano: si tende a considerarlo solo un componente del soffritto, ma in realtà il sedano ha un gusto piccantino molto particolare e mescolato ad altre verdure può farvi diminuire (o eliminare) il sale.