Il tonno in scatola è senza dubbio un cibo saporito, sano e, perché no, anche veloce per quando non si ha troppo tempo da dedicare alla preprazione di un pranzo. Attenzione però a non farvi condizionare proprio dalla fretta e a commettere un grave errore.

Quale? Spesso senza pensarci, si può avere l’abitudine di scolare l’olio delle scatolette di tonno nel lavandino.

Un errore da non commettere assolutamente, in primis per salvaguardare l’ambiente. Ebbene sì, anche gli oli di conservazione alimentare (non solo tonno, ma anche funghi, carciofini, etc.) vanno infatti smaltiti correttamente nei centri di raccolta, assieme agli oli vegetali ed ai grassi animali usati per cucinare.

Come fare, allora? Semplice, è sufficiente scolare l’olio di tonno, scatolette e vasetti in una bottiglia; raccogliendo in questo modo l’olio alimentare esausto, proteggerete l’acqua ed il pianeta!

Basta pensare che ognuno di noi produce, in media, circa 3 kg all’anno d’olio, derivante dalla conservazione alimentare e dalla cottura; solo un quarto, però, ne viene recuperato. Se disperso nell’ecosistema, l’olio esausto può essere altamente inquinante.

Senza contare che, versarlo direttamente nel lavandino, può provocare un intasamento delle tubature, con conseguenti problemi ai condotti fognari ed ai depuratori, producendo ristagni e cattivi odori che rendono, poi, necessario l’impiego di prodotti chimici sgorganti, a loro volta, inquinanti.