Trombosi e malattie cardiovascolari: una ricerca di David Plans, dell’Università di Exeter, mostra qual è l’orario migliore per prendere sonno e proteggere il cuore dai rischi.

Riposo e salute del cuore: lo studio

Secondo la ricerca apparsa su “European Heart Journal – Digital Health”, rivista della Società Europea di Cardiologia (ESC), l’ora ideale per cadere tra le braccia di Morfeo sarebbe tra le 22 e le 23. Un’osservazione di tipo matematico che comunque fa riflettere. Lo studio ha preso in esame la cronobiologia del sonno di circa 88.000 persone, di età media di 61 anni.

Il monitoraggio è andato avanti per circa 5 anni e mezzo. Nel periodo considerato 3.172 partecipanti (il 3,6% del totale) hanno sviluppato malattie cardiovascolari. L’incidenza si è riscontrata più bassa nei soggetti con inizio del sonno dalle 22 alle 22:59.

Ciascuno è stato monitorato per una settimana, tra il 2013 e il 2015, attraverso un accelerometro indossato al polso.

Dopo circa 5-6 anni dalla racconta delle informazioni, il 3,58% delle persone aveva sviluppato un evento cardiovascolare (infarto miocardico, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica cronica, ictus e attacco ischemico).

Considerando queste persone e l’orario in cui andavano a dormire, si è visto che:

  • coloro che si addormentavano a mezzanotte o più tardi avevano un rischio maggiore del 25% di sviluppare malattie cardiovascolari;
  • quelli che si addormentavano prima delle 22 avevano un rischio maggiore del 24%;
  • chi si addormentava tra le 23 e le 24 aveva un rischio del 12% in più rispetto a chi si addormentava nell’ora precedente.

L’orario ottimale per andare a dormire

Lo studio conclude che l’orario perfetto per andare a dormire è tra le 22:00 e le 23:00 perché è associabile ad un minor rischio di sviluppare malattie cardiache, rispetto a chi si addormenta prima o dopo tale orario.

L’organismo è infatti governato da un orologio biologico di 24 ore, chiamato ritmo circadiano, che regola il funzionamento fisico e mentale. Compromettere questa alternanza sonno-veglia comporta delle conseguenze avverse come, ridotta qualità del sonno, alterazione della temperatura corporea, pressione sanguigna elevata, aterosclerosi, tutti meccanismi biologici che aumentano il rischio cardiovascolare.

Perché le donne sono più a rischio

Il motivo è dovuto al fatto che con l’avanzare dell’età e la menopausa, la donna è soggetta ad un sonno più difficile proprio a causa della progressiva diminuzione di ormoni estrogeni, e questo comporta una maggior esposizione ad eventi cardiovascolari, molto superiori rispetto alla controparte maschile.