Siamo talmente abituati a sentir parlare degli effetti dei social media che le ultime ricerche non sembrano molto sorprendenti. Altra cosa è ricercare come i cambiamenti sociali influenzino il cervello da un punto di vista fisiologico.

In questo caso, l’attenzione deve essere molto più alta, soprattutto se stiamo studiando soggetti giovani il cui cervello è particolarmente sensibile agli stimoli esterni e che si affidano all’intelligenza sociale (per così dire) per il loro sviluppo mentale.

Una nuova ricerca condotta in North Carolina dimostra che l’uso dei social media può alterare il cervello dei più giovani, rendendoli più “dipendenti” dall’approvazione sociale.

Un numero crescente di studiosi sostiene che l’uso eccessivo dei social media e l’abitudine, comune tra i giovanissimi adolescenti, di controllare costantemente le notifiche possano essere associati a una diminuzione della sensibilità del loro cervello nel ricevere ricompense o punizioni sociali.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno sottoposto 169 studenti di prima e seconda media a una serie di risonanze magnetiche, esponendoli a stimoli che anticipavano determinate ricompense sociali (come like o commenti).

I ricercatori hanno scoperto che i ragazzi che controllavano più frequentemente i loro account di social media in un’ora presentavano alterazioni specifiche, relative proprio alle regioni connesse ai meccanismi di ricompensa sociale.

Pertanto, gli individui più connessi sono anche quelli che reagiscono meglio agli stimoli sociali, siano essi positivi o negativi.

I social media sono un enorme acceleratore di relazioni sociali, in quanto offrono l’opportunità di connettersi con tante persone e di osservare le interazioni amplificate, che nella realtà sono molto più ridotte in termini di quantità e frequenza.

Se il cervello, in una fase cruciale della sua crescita, viene bombardato da stimoli esterni, come avviene nel nostro attuale ambiente saturo di media, ne diventerà presto dipendente.