Gli ftalati sono una serie di composti chimici utilizzati soprattutto nell’industria della plastica e sono presenti anche in alcuni imballaggi per alimenti, da cui la preoccupazione che possano passare nel cibo. Come riporta l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), si trovano in particolare nel PVC, nei cartoni per cibo da asporto, negli smalti per unghie, negli adesivi e nelle vernici.

Negli ultimi anni si sono accumulati dati di laboratorio e su modelli animali che hanno mostrato un effetto degli ftalati come interferenti endocrini potenzialmente nocivo per la salute. Per alcuni si è visto un effetto cancerogeno su cellule di carcinoma mammario. Ad oggi però, mancano studi di popolazione che abbiano osservato un aumento di rischio nelle donne o individuato dei limiti di pericolosità. Proprio per questo, l’Università del Massachusetts ha condotto questo nuovo studio basandosi sui dati della Women Health Initiative (WHI), un progetto nazionale che monitora a lungo termine la salute di più di 160 mila donne in post menopausa.

Se si ingeriscono ftalati, il nostro corpo li scompone in prodotti metabolici che vengono eliminati con l’urina. I ricercatori hanno preso in considerazione 419 donne a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario: per tutte hanno analizzato i valori di 13 metaboliti degli ftalati presenti in due o tre campioni di urina raccolti per ciascuna donna nel corso di 1-3 anni.

I valori prima e dopo la diagnosi di tumore al seno sono stati comparati ed è stato fatto anche un confronto con quelli di 838 donne che non hanno sviluppato il tumore. Gli studiosi hanno valutato il rischio di tumore al seno associato a ciascuno degli ftalati indagati in un arco temporale di 19 anni. Ebbene, secondo Katherine Reeves, che ha condotto la ricerca, i risultati escludono un forte aumento del rischio di tumore al seno: “La nostra conclusione – si legge nello studio – è che è un forte aumento del rischio di tumore al seno associato agli ftalati è improbabile, sebbene un più piccolo effetto biologico, se esistesse, potrebbe non essere stato osservato per via di errori nelle misurazioni”.