Il farfaro, nome scientifico Tussilago farfara, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae diffusa in Asia e in tutta Europa. In Italia cresce allo stato spontaneo lungo i bordi delle strade, nei luoghi umidi, lungo i sentieri di campagna e montani fino a 2600 metri di altitudine.

Nell’antica Grecia il medico Dioscorides consigliava di fumarla per trarre sollievo dalla tosse e dall’asma e, ancora oggi, entra come ingrediente in molte sigarette a base di erbe.

La Tossilaggine oltre ad essere è una delle piante più conosciute in erboristeria, viene usata anche in farmacologia e nella medicina popolare soprattutto come rimedio naturale contro l’asma, la tosse e come espettorante delle secrezioni bronchiali.

Proprietà e banefici della Tussilago farfara

I principi attivi della tussilago farfara sono: olio etereo, glucoside tussilagina, mucillagini, tannini, inulina, sali minerali, acido malico, peptina, acido gallico e acetico. Queste sostanze fanno sì che la farfara abbia rilevanti proprietà tossifughe, espettoranti, astringenti, emollienti e lenitive.

La pianta è da sempre considerata una delle più efficaci per la cura della tosse. Possiede altresì ottime proprietà per le affezioni della pelle. Ha azione emolliente per la gola, sedativa della tosse, espettorante in caso di raffreddore, influenza, laringiti, tracheiti e bronchiti.

Sulla pelle svolge azione astringente, antisettica, emolliente e lenitiva, utile nelle infiammazioni di diversa natura, desquamazioni, pruriti e foruncolosi.

Utilizzo

Per sedare le infiammazioni dell’apparato respiratorio è consigliata la preparazione di un infuso. In questo caso si utilizzano 3 g di farfara secca in 100 ml d’acqua, da consumare in 2-3 tazzine al giorno.

Per l’irritazione della pelle e delle mucose esterne (zone intime), si prepara sempre l’infuso, ma con 6 g di farfara secca in 100 ml d’acqua. Con l’infuso così ottenuto, si possono effettuare lavaggi e preparare compresse imbevute da applicare nelle zone interessate.Con poche mangiate di tussilago farfara secca, infine, si può preparare un ottimo bagno emolliente e decongestionante.

Precauzioni

Prima di utilizzare il farfaro a scopo medicamentoso anche per brevi periodi (3 -4 settimane) si consiglia di limitarsi nel consumo e di consultare il parere del proprio medico in quanto questa pianta contiene, in misura variabile, alcuni alcaloidi tossici che anche se vengono largamente distrutti quando la pianta viene bollita per ricavarne un decotto, possono danneggiare il fegato per accumulo.