Ci siamo, è il giorno del cambio dell’ora, lancette indietro di 60 minuti. Ritorna tutto come prima del mese di marzo, sei mesi fa. Si è discusso molto in sede europea, nei mesi scorsi, se protrarre l’ora legale anche nei mesi invernali, ma poi non se n’è saputo più nulla anche se “gli scienziati sostengono che un programma invernale unico andrebbe a beneficio della salute e del sonno”, scrive il Paìs.

Nulla però è stato fatto, così si torna allo status quo ante, con il risultato che albeggerà prima e l’arrivo al lavoro sarà più assolato, ma farà anche buio prima e la giornata finirà molto prima del solito.

Eppure secondo un’indagine condotta proprio dalla Commissione europea nel 2018, l’84% dei 4,6 milioni di cittadini che hanno partecipato era favorevole all’eliminazione del cambio dell’ora in Europa e sempre più scienziati sostengono l’adozione di un’unica misura del tempo. E secondo i dati del barometro di aprile del Center for Sociological Research (Csi), il 65% degli spagnoli “preferisce porre fine al cambio dell’ora stagionale e, di questi, il 70,9% sceglie di impostare l’ora legale”.

Ovvero, in generale, per gli esperti, se si eliminasse il cambio stagionale e si restasse con uno dei due sistemi, la soluzione più equilibrata per tutta la popolazione spagnola “sarebbe mantenere quella in cui stiamo entrando ora” in questo fine settimana, tuttavia nonostante ciò, “l’orario estivo è più apprezzato dalla popolazione”, è la sintesi estrema.

“Dal punto di vista della cronobiologia, l’orario invernale è più vantaggioso perché è più coerente con i cicli di luce e oscurità“, spiega Maria Ángeles Rol de Lama, professoressa di Fisiologia all’Università di Murcia e direttrice del Laboratorio di Cronobiologia mentre alcuni studi indicano che, “con l’aumento della luce e del tempo libero, aumentano anche i comportamenti dannosi come il consumo di alcol o tabacco” quindi “otteniamo più luce durante le ore di scuola e di lavoro, il che favorisce la concentrazione, e c’è più oscurità di notte, che ci aiuta ad addormentarci“.

Pertanto, riposo, tranquillità, concentrazione sarebbero le opzioni per un ritorno alla normalità, “importante per la nostra salute”. La cosa è però controversa, perché allo stesso tempo c’è una parte della popolazione che preferisce l’orario estivo perché lo associa proprio “al riposo, alla tranquillità, alle vacanze, al bel tempo”, quindi anche al buonumore, all’essere positivi.

L’articolo del Paìs la mette molto sull’aspetto psicologico-umorale-attitudinale mentre non fa alcuna menzione a fattori economici. Conflavoro Pmi, Confederazione Nazionale Piccole e Medie Imprese, ha però di recente stimato per il 2023 un risparmio di 2 miliardi e 700milioni di euro se si mantenesse l’ora legale, corrispondenti a una riduzione di circa il 7,3% sul costo delle bollette. Che in questo frangente potrebbe essere misura adeguata contro il caro energia.