Il “Bonus sociale” sulle bollette di luce e gas è stato prolungato fino al primo trimestre del 2023 per le famiglie in condizioni di disagio economico o fisico. La soglia Isee per accedere al beneficio è stata alzata dai 12mila attuali a 15mila euro, ma per i nuclei familiari con quattro figli a carico il tetto rimane a 20mila euro.

Per accedere allo sconto in fattura è sufficiente presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) ogni anno e ottenere un’attestazione di Isee entro la soglia di accesso ai bonus oppure risultare titolari di reddito o pensione di cittadinanza. Mentre devono presentare domanda tutti i soggetti affetti da grave malattia che sono dipendenti dall’utilizzo di apparecchiature elettromedicali.

“Carta risparmio spesa”

Nella Legge di Bilancio viene introdotta una “Carta risparmio spesa” gestita dai Comuni per i redditi fino a 15mila euro con un fondo complessivo di 500 milioni di euro. Si tratta di una sorta di buoni spesa, come estensione della “social card” da utilizzare presso punti vendita che aderiscono all’iniziativa con un’ulteriore proposta di sconto su un paniere di prodotti alimentari.

Come funziona

Uno degli obiettivi principali del programma di Governo, è quello di calmierare i prezzi dei beni di prima necessità, visti i rincari generalizzati sull’intero territorio nazionale e l’inflazione dilagante al 12%.

Meglio del taglio dell’Iva, arriva ora una carta risparmio spesa che servirà in esclusiva per potersi recare al supermercato, o altre tipologie di negozi convenzionati, ma limitatamente ad alcuni prodotti essenziali come pane, pasta, latte o ad esempio articoli per l’igiene personale.

Il funzionamento è in via di definizione, per quanto riguarda la definizione dei negozi da convenzionare. Verosimilmente, sono gli stessi punti vendita a dichiarare di voler aderire al circuito, cercando di calmierare il prezzo su una serie di prodotti ritenuti appunto di vitale importanza per il sostentamento di una famiglia.

Dal momento che la carta è gestita a livello territoriale, è lo stesso comune di residenza che provvederà a indicare quali sono i supermercati e gli esercizi commerciali in genere, presso cui potersi recare per fare la spesa.

Verosimilmente la carta risparmio spesa ingloberà la carta acquisti, così come è avvenuto per l’assegno unico che ha racchiuso sotto un unico cappello, una serie di bonus famiglia esistenti prima della sua entrata in vigore.

Anche in questo caso, la carta verrà ricaricata in maniera periodica ma non sarà più possibile prelevare né utilizzare i soldi per le spese di farmaci. Tutti gli acquisti dunque risulteranno tracciabili, riguardando solo beni di prima necessità.

“Bonus Tv” e “Bonus decoder”

Non è invece ancora chiaro se nella manovra è stata inserito il “Bonus TV” e quello per i decoder sulla scorta del rifinanziamento con un fondo da 100 milioni di euro dei contributi scaduti lo scorso 12 novembre.

Il nuovo stanziamento dovrebbe essere destinato a integrare le risorse per i due incentivi, che dovrebbero rimane non cumulabili: quello all’acquisto di televisori previa rottamazione degli apparecchi non conformi, con l’erogazione di un solo contributo per nucleo familiare pari al 20% della spesa, nel limite di 100 euro e quello per l’acquisto di apparecchi televisivi senza rottamazione o di decoder, con un contributo pari a 30 euro per i nuclei familiari con Isee fino a 20mila euro o pari al prezzo di vendita, se inferiore.

“Bonus gemelli” e l’aumento dell’assegno unico

La novità nel pacchetto dei sostegni alla natalità è il cosiddetto “Bonus gemelli” che prevede un contributo di 100 euro fino ai 3 anni di vita. Viene inoltre raddoppiato l’assegno unico che passa per le famiglie con una maggiorazione del 50% il primo anno e un ulteriore 50% per i nuclei con 3 o più figli, passando da 100 a 200 euro.

Il “Bonus Maroni” per le pensioni

La decontribuzione del 10% per chi arrivato ai 41 anni di contributi rimanda la pensione continuando a lavorare è stata ribattezzata dal Governo “Bonus Maroni” in memoria dell’ex ministro e governatore della Lega morto il 22 novembre a poche ore dalla presentazione della Legge di Bilancio.

Per i lavoratori dipendenti rappresenta una di aumento dello stipendio del 9,19%, quota par ai contributi a suo carico che non verrebbero più versati, senza toccare l’importo dell’assegno maturato al momento del raggiungimento dei requisiti per uscire dal mercato del lavoro.

Un secondo contributo in materia previdenziale è stato riconosciuto alle pensioni minime con l’aumento del 20% rispetto alla somma attuale di 523,38 euro e della rivalutazione piena del 7,3%, che dovrebbe incrementare la somma di almeno 104 euro l’anno.