Unika, arriva in Italia la prima mascherina biodegradabile

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Unika mask, la prima mascherina biodegradabile in Italia sviluppata da Robotek, un’azienda di automazione torinese che a causa di dell’emergenza Covid ha convertito parte dell’attività alla costruzione di macchine dedite alla produzione di mascherine chirurgiche, che però si sono rivelate subito altamente inquinanti. Da qui l’idea di creare una mascherina che fosse 100% biodegradabile e Made In Italy. Un esempio di come, anche nei momenti di crisi, è possibile reinventarsi, mettendosi al servizio di un progetto utile e in grado di far bene all’ambiente. 

L’idea è nata dal titolare, Roberto Milone, che durante il periodo di pandemia ha convertito in parte la sua attività di automazione alla creazione di macchine dedite alla produzione di mascherine chirurgiche. Purtroppo questo tipo di mascherine si è rivelato altamente inquinante, quindi di fronte a questo pericoloso problema, il titolare e lo staff della Robotek, si sono seduti a tavolino per trovare una soluzione e da li l’idea: progettare una mascherina biodegradabile”. “Ovviamente non è per niente facile, poiché bisogna assicurarsi che i materiali che si dichiarano ‘biodegradabili’ siano realmente adatti per produrre mascherine, quindi dopo un’intensa ricerca di materie prime, fortunatamente andata a buon fine, è nata UNIKA, la prima mascherina 100% biodegradabile e esclusivamente made in Italy”.

Per la realizzazione della mascherina, così come per la riorganizzazione aziendale, Robotek non ha ricevuto alcun aiuto da parte dello stato. Lo sviluppo di Unika, però, non ha comportato grosse difficoltà. Ci è stato spiegato, infatti, che l’azienda “in precedenza si occupava di automazione, tra cui progettazione, costruzione e manutenzione di macchine industriali”, quindi sono stati agevolati nel progettare una macchina che riuscisse a produrre un modesto quantitativo di mascherine, anche se “la produzione può essere tranquillamente ampliata nel caso aumentassero le richieste”.