La vite, o Vitis vinifera, è la pianta appartenente alla famiglia delle Vitacee che produce l’uva. Le origini della pianta sono remotissime, tant’è che il più antico reperto fossile riconducibile al genere Vitis è datato 60 milioni di anni fa. Difficile stabilirne le origini esatte, indicativamente l’area sembra essere compresa tra l’Asia occidentale, l’Europa e l’Africa settentrionale.

Le proprietà

L’uva è ricca di acqua e quasi tutto il contributo calorico, comunque modesto, è attribuibile agli zuccheri semplici, equamente distribuiti tra fruttosio e glucosio. Presenta, inoltre, un buon apporto di fibra, potassio e vitamina K.

L’uva stimola tre grandi organi: reni, fegato e intestino. La polpa dell’uva è ricca di vitamine e minerali, mentre nella buccia della varietà nera si concentrano numerosi polifenoli antiossidanti e antinfiammatori. L’uva previene l’osteoporosi perché ricca di sali minerali utili per l’assorbimento di calcio nelle ossa ed è consigliata anche a chi soffre di anemia, gotta, artrosi e dolori reumatici. Contiene poche proteine e pochissimi grassi, però è un frutto molto ricco di zuccheri, glucosio e fruttosio per cui ha un alto valore calorico che aumenta in caso dell’uva sultanina.

L’uva mantiene il corpo idratato

La melatonina contenuta aiuta a regolare i ritmi circadiani perciò è utile nei periodi di stress o dopo le vacanze. Il componente dell’uva molto importante per la salute è il resveratrolo, un fenolo non flavonoide contenuto nella buccia e semi dell’uva. Ha un’azione antinfiammatoria, antibatterica, antifungina, diuretica, antiossidante, riduce il colesterolo, fluidifica il sangue, combatte gli effetti dannosi dei radicali liberi, depura il fegato.

Uva nera e bianca: la differenza

Non esistono grandi differenze fra uve bianche e uve nere: c’è solo una maggiore ricchezza in termini di ferro e flavonoidi nelle uve nere che quindi si raccomandano per migliorare la circolazione del sangue e per fortificare i vasi sanguigni. Il colore violaceo dell’uva nera ci indica che contiene una grande quantità di antiossidanti. Contiene quantità molto alte di fibra e agisce come lassativo, soprattutto se ne consumiamo anche la buccia e i semi

L’uva nera produce acido folico ed è consigliata alle donne nei primi mesi di gravidanza. L’uva bianca è povera di grassi e contiene molto ferro e potassio, il che aiuta la ricostruzione di molti tessuti del nostro organismo, migliorando il funzionamento del cuore e stimolando allo stesso tempo la produzione dei globuli rossi che aiutano a far circolare l’ossigeno nel corpo.

L’uva in cucina

In cucina si utilizzano tutte le tipologie di uva e ogni suo derivato: il vino, che può essere di varia gradazione alcolica, il succo d’uva che è analcolico, l’uva da tavola e l’uva passa. Il vino è un ingrediente fondamentale di sughi e salse che accompagnano sia carne sia pesce; si utilizza nel risotto come nell’arrosto, l’importante è “cuocerlo” il tempo necessario per fare evaporare l’alcool.

Per quanto riguarda l’uva, non deve essere relegata alla semplice macedonia. Si possono fare marmellate, torte, biscotti e focaccine, mentre l’uva passa (uva essiccata) si trova in tantissimi dolci, ma è anche diffusa in piatti salati (ripieno dei calamari, accompagna la pasta con le sarde o con il baccalà). L’uva accompagna il riso, il formaggio e la cacciagione. Si può conservare in frigorifero anche per una settimana, ma non va lavata, se non subito prima dell’uso e, siccome buona parte dei componenti salutari sono contenuti nella buccia, l’acino andrebbe mangiato intero.

Controindicazioni

L’uva va consumata con moderazione da chi soffre di ulcera, colite, patologie renali e diabete (soprattutto l’uva nera che ha un alto contenuto di zuccheri). E’ sconsigliata anche ai bambini al di sotto dei quattro anni perché la buccia potrebbe risultare poco digeribile.