Si delineano i cambiamenti nel piano vaccinale anti Covid in Italia, con il meccanismo della dose unica. Per ora non ci sono documenti ufficiali, e i membri del Comitato Tecnico Scientifico dovranno capire se una sola inoculazione del siero può bastare a garantire l’immunità a tutta la popolazione nonostante la penuria di farmaci. Per ora la scelta è sicura solo per chi ha passato l’infezione, e dovrebbe avere già una quantità di anticorpi sufficiente a respingere il coronavirus.

Vaccino, piano per una sola dose: come funziona e chi coinvolge

Il mondo della scienza e quello della politica sono divisi sulla somministrazione di una sola dose di vaccino anti Covid. Difficilmente si andrà in questo senso per gli operatori sanitari, considerando anche che la maggior parte di loro ha già ricevuto la seconda dose. Vale lo stesso per le persone che hanno più di 80 anni e sono le più colpite dalla pandemia, considerando che l’età media delle vittime è di 81 anni. Sarebbe inoltre complicato cambiare in itinere il piano vaccinale.

Vaccino anti Covid, una sola dose ai più giovani: cosa cambia

Si profilano dunque cambiamenti solo per le categorie della popolazione che non sono considerate ad alta priorità come gli anziani e i più fragili, e in questo senso la campagna dovrebbe proseguire secondo i piani, scalando progressivamente verso le altre fasce di età. Continuano in parallelo le vaccinazioni per settore, con il siero di AstraZeneca, che non può essere somministrato agli over 65, per i lavoratori della scuola, l’Esercito, le forze di polizia e gli altri servizi pubblici essenziali.

Il vaccino monodose di fatto: AstraZeneca e i tempi del richiamo

Il vaccino di AstraZeneca è già, di fatto, un vaccino monodose. Le indicazioni sulla confezione indicano che il richiamo deve essere fatto intorno alla dodicesima settimana successiva alla prima inoculazione. Con le prime somministrazioni effettuate a inizio febbraio, dunque, la seconda dose arriverà per insegnanti, militari e poliziotti intorno a maggio. Una finestra temporale che permetterebbe l’acquisto e la distribuzione di nuove forniture del farmaco.

Vaccini di Pfizer e Moderna: si farà una sola dose? Le critiche

Diverso il caso di Pfizer e Moderna, per cui la somministrazione di una sola dose senza richiamo dopo tre settimane permetterebbe di raddoppiare le scorte dei farmaci. Chi critica la nuova strategia che potrebbe essere adottata dal governo Draghi sottolinea che quando verrà attuata saranno già disponibili nuovi vaccini e i ritardi nella distribuzione dei tre attualmente disponibili in Italia potrebbero essere solo un lontano ricordo di una prima fase di assestamento.

Vaccino Covid monodose Johnson & Johnson: chi lo riceverà prima

Arriverà presto il vaccino monodose Johnson & Johnson, già approvato dalla Fda, l’agenzia del farmaco statunitense. Prima dell’effettivo utilizzo sulla popolazione dovrà passare i test di Ema e Aifa. Potrebbe fare il suo esordio in Italia tra marzo e aprile. Potrebbe essere utilizzato per i casi socialmente difficili, come i senza fissa dimora, per cui è difficile organizzare un secondo appuntamento. Aprirebbe poi la strada alla vaccinazione a tappeto, le cui difficoltà non saranno più reperire le dosi ma avere abbastanza personale per immunizzare tutta la popolazione.