I contagi corrono in tutta Europa e l’Italia si tinge sempre più di giallo. A causa dell’aumento dei ricoveri, a partire da lunedì 20 dicembre quattro regioni passeranno in zona gialla e altre rischiano il cambio di colore dalla settimana successiva. Con la quarta ondata della pandemia e il timore della diffusione della variante Omicron del coronavirus, è ancora più importante proteggersi con il vaccino.

Dopo mesi sottotono, negli ultimi giorni la campagna vaccinale ha ripreso vigore e sta macinando numeri che riportano a quelli della scorsa primavera. Da un lato la somministrazione di prime e seconde dosi per chi, dopo mesi, ha deciso di vaccinarsi, spinto anche dall’obbligo del Green pass, dall’altro le iniezioni della terza dose, ormai aperte a tutta la popolazione.

Ma quando è meglio prenotarsi per ricevere la terza dose del vaccino anti Covid, per evitare di rimanere scoperti dalla protezione vaccinale? E quanto protegge dalla nuova variante Omicron?

Terza dose, quando farla

Come sappiamo, servono un po’ di giorni dopo la somministrazione del vaccino affinché esso riesca a stimolare una risposta immunitaria efficace, che dipende anche dallo stato di salute e dall’età del soggetto.

L’efficacia del vaccino poi cala con il tempo, come hanno evidenziato molti studi. Per questo in molti Paesi che hanno avviato la campagna vaccinale a inizio anno è partita la somministrazione della dose booster. In Italia la terza dose è somministrabile a partire dal quinto mese successivo alla seconda.

Come per le prime due dosi, anche per la terza serve un po’ di tempo affiché sia efficace. “La terza dose raggiunge il massimo dell’efficacia nel giro di 10 giorni-due settimane”, ha spiegato al Messaggero Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali).

Già dopo due o tre giorni, invece, inizia a innescare una buona risalita nel titolo anticorpale. Per questo è bene, secondo Andreoni, prenotarsi il prima possibile per la terza dose. Anche per contribuire ad arginare la diffusione della variante Omicron.

Terza dose, quanto protegge dalla variante Omicron

Secondo una ricerca dell’Imperial College di Londra, la variante Omicron risulta molto più contagiosa della Delta, circa 5 volte in più rispetto al ceppo del coronavirus al momento.

Da alcuni studi sono già arrivati i primi dati sull’efficacia dei vaccini contro questa nuova mutazione. “In termini di risposta – ha spiegato Andreoni – con la terza dose la protezione la vediamo in assoluto a prescindere dalla variante”, ed è “comunque al massimo del suo livello dopo 14 giorni”.

Con la nuova mutazione però il vaccino dà un protezione leggermente ridotta. “Con Pfizer sappiamo che è intorno al 70-75 per cento, quindi non c’è quella efficacia del 95 per cento che vedevamo con la variante Delta e con l’Alpha”, ha detto l’immunologo.