Vaccino Covid, ritardare il richiamo ha un effetto benefico: lo studio

Secondo un nuovo studio statunitense, pubblicato sul British Medical Journal, ritardare il richiamo, ha un effetto benefico sulla curva dei decessi.

La nuova ricerca, ha simulato l’evoluzione “reale” di un modello basato su 100mila americani adulti, con la sola prima dose del vaccino, che offre l’80% di protezione dal virus, i morti sarebbero 207 su 100mila persone.

Al contrario, se si eseguisse la somministrazione della seconda dose del vaccino secondo il previsto arco di tempo, i morti salirebbero a 233 ogni 100mila persone.

Quindi, la conclusione del nuovo studio è questa: rimandare la somministrazione della seconda dose comporta dei benefici, purché il tasso di vaccinazione si mantenga giornalmente tra lo 0,1 e lo 0,3 per cento della popolazione.

Posticipare la seconda dose, il dibattito

Ognuno dei vaccini attualmente in circolazione, al momento, ha dei tempi diversi per la seconda inoculazione che vanno dai 28-84 giorni di AstraZeneca ai 28-42 giorni di Moderna fino ai 21-42 giorni di Pfizer. L’unico siero che non ha bisogno di un richiamo, tra quelli approvati nel nostro Paese, è il monodose Johnson & Johnson.

La scelta di posticipare la dose di richiamo del siero anti coronavirus il più possibile (arrivando quindi ai 42 giorni) nasce dalla necessità di vaccinare un numero maggiore di persone. Sulla questione, che riguarda principalmente Pfizer, era già intervenuta l’Ema (Agenzia Europea del Farmaco): “Non è una deviazione rispetto alla raccomandazione superare i 21 giorni estendendo a cinque settimane-40 giorni. Se si superassero i 42 giorni, allora sarebbe una deviazione”.