Individuato all’ospedale Spallanzani di Roma il primo caso in Italia di vaiolo delle scimmie, in un uomo rientrato dopo un soggiorno alle Isole Canarie, si era recato al pronto soccorso dell’Umberto I.

Le autorità sanitarie di Europa e Stati Uniti sono in allerta per l’aumento di casi di vaiolo delle scimmie, una malattia identificata per la prima volta negli esseri umani in Africa negli anni ’70. Di recente alcuni casi sono stati segnalati in Portogallo, Spagna, Regno Unito e Massachusetts e, come ha reso noto lo Spallanzani, ora anche in Italia.

Vaiolo delle scimmie, cosa sappiamo

Ma cosa sappiamo su questa malattia virale? Secondo quanto riportato sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità, la malattia è causata dal virus Monkeypox, che appartiene al gruppo degli orthopoxvirus. Tra gli altri virus dello stesso gruppo che possono infettare gli esseri umani ci sono il virus del vaiolo, il vaccinia (utilizzato nel vaccino del vaiolo) e il cowpox virus.

Vaiolo delle scimmie, i sintomi

I sintomi osservati all’emergere della malattia sono simili a quelli del vaiolo, e sono i seguenti:

  • febbre
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • mal di schiena
  • linfonodi gonfi
  • malessere generale
  • spossatezza
  • eruzioni cutanee sul volto e altre parti del corpo

I primi sintomi appaiono circa 12 giorni dopo l’esposizione, mentre le eruzioni cutanee appaiono nell’arco di 1-3 giorni dall’insorgere della febbre. La malattia solitamente dura da due a quattro settimane.

In Africa, il vaiolo delle scimmie è fatale in circa il 10% dei pazienti infetti.

Come si trasmette il vaiolo delle scimmie

La malattia può essere contratta attraverso un morso o il contatto diretto con sangue, liquidi organici o lesioni di un animale infetti, riporta Epicentro. Tuttavia è possibile anche la trasmissione da persona a persona, presumibilmente per via orale durante un contatto diretto prolungato.

Il virus può essere trasmesso anche tramite contatto diretto con liquidi organici di persone infette. Le autorità sanitarie sospettano che la trasmissione possa avvenire anche per via sessuale.

Trattamento e prevenzione

Al momento non esiste un trattamento specifico per il vaiolo delle scimmie, ma in Africa è stato osservato che il rischio di contrarre la malattia è minore nelle persone vaccinate contro il vaiolo umano.