Variante Delta, è allarme contagi: le regioni più a rischio

È allarme Delta in tutta Italia, nuove limitazioni in arrivo. “Sappiamo che per contrastare la circolazione del virus, anche con la variante Delta, la risposta più efficace è vaccinarci con il ciclo completo”. Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico, ha ricordato in una intervista a La Stampa l’obiettivo da perseguire per combattere il Covid-19.

a maggiore contagiosità della variante individuata per la prima volta in India, insieme alla ripresa della vita sociale, imporrebbe nuove limitazioni. Che sono sarebbero state discusse in incontri riservati: quali sono le regioni più a rischio? E a cosa si sta pensando per limitare un nuova ondata?

Variante Delta, quali sono le regioni più a rischio

Il bollettino di ieri 13 luglio parla chiaro: l’aumento dei positivi è una tendenza, che si è stabilizzata dopo l’appiattimento e (prima ancora) la discesa della curva, osservati in Italia negli ultimi mesi. I casi sono stati 1534, più degli 888 del 12 luglio (lunedì, parliamo quindi dei tamponi processati nel weekend, che sono di meno) ma con tasso di positività che scende dall’1,2% allo 0,8%. Il contagio corre in Veneto (254 nuovi malati), Lombardia (241), Sicilia (174), Lazio (166) e Campania (136). In prospettiva, preoccupa anche l’effetto-festeggiamenti in seguito alla vittoria dell’Italia alla finale dell’Europeo.

Una situazione sulla quale si innesta un aumento della porzione di nuovi positivi dovuta alla diffusione della variante Delta: il superamento della variante Alfa, individuata per la prima volta in Inghilterra e attualmente predominante in Italia, sarebbe, secondo gli esperti, questione di giorni. La seconda è al 37%, la prima al 32%. Sono i dati dell’ultimo sequenziamento dei tamponi positivi. La variante più contagiosa è presente soprattutto in Campania, Lazio e Puglia.

“Più persone si vaccinano, più abbiamo la possibilità di controllare la diffusione dei contagi e di limitare l’impatto sanitario dal punto di vista dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva. Vaccinarci è l’obiettivo del Paese, dobbiamo essere consapevoli che è la chiave per difenderci”.

Sul tema del green pass obbligatorio per andare al ristorante o al cinema, Brusaferro ha detto che “il punto chiave è la consapevolezza di ognuno di noi che in situazioni in cui non si garantisce il distanziamento e non si porta la mascherina si può avere maggiore sicurezza solo se si è vaccinati a ciclo completo”.

“Questo – ha aggiunto – è evidente dai dati che analizziamo e quindi possiamo permetterci maggiori gradi di libertà se abbiamo completato il ciclo di vaccinazione. Ma bisogna sapere che ognuno di noi fa la differenza con i suoi comportamenti”.

Da questo punto di vista i festeggiamenti per la vittoria dell’Europeo potrebbero avere conseguenze sulla diffusione del virus: “Sappiamo che la variante Delta si trasmette più facilmente e quindi possiamo ipotizzare che ci sia un aumento dei contagi, ma è un’ipotesi che dobbiamo verificare”.

Riguardo alla terza dose del vaccino, in particolare per il personale sanitario, il portavoce del Cts ha spiegato che “è un tema all’attenzione della comunità scientifica. Man mano che procediamo otteniamo nuovi dati, soprattutto sulla persistenza della copertura immunitaria. In ogni caso l’obiettivo è fare in modo che l’immunità persista, particolarmente per le categorie più a rischio come i sanitari e le persone fragili”.

Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico, Brusaferro ha sottolineato che “la didattica in presenza è l’obiettivo a cui puntare, quindi la vaccinazione è una delle chiavi di volta”.

“Ci sono due mesi per vaccinarci. Credo che sia importante che il personale scolastico e anche gli studenti dai 12 anni in su si vaccinino. È anche importante fare in modo che nei contesti scolastici le misure messe in atto nell’anno scolastico uscente si possano applicare”.

Sul futuro e la fine della pandemia: “L’auspicio è che questa infezione da pandemia si trasformi in endemia controllata con il minore impatto possibile da un punto di vista sanitario. Dobbiamo raggiungere elevati livelli di vaccinazione nel nostro Paese ma dobbiamo anche sapere che è uno sforzo globale. Nessuno di noi è sicuro finché non siamo sicuri in tutto il mondo”.