Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per la variante Delta. L’allarme viene da una presentazione interna dei Center for Disease Control and Prevention diffusa dal Washington Post e dal New York Times. Rochelle P. Walensky, direttore dei CdC ha riconosciuto che la Delta è più trasmissibile dei virus che causano Mers, Sars, Ebola, il raffreddore, l’influenza stagionale e il vaiolo. Per questo, sostiene l’agenzia, la guerra al Coronavirus è cambiata e si attende un nuovo report per venerdì.

Variante Delta, Crisanti: “Può infettare i vaccinati”

In un’intervista dell’Adnkronos Salute, il microbiologo Andrea Crisanti ha parlato della pericolosità della variante Delta: “Può infettare anche i vaccinati e aumenta così la frazione degli asintomatici; in quelli che hanno fatto una singola dose può creare malattia grave; in quelli che hanno fatto due dosi, se hanno superato i 7-8 mesi dalla vaccinazione e sono persone fragili e anziane, può causare malattia grave”.

Per Crisanti si fa più urgente la richiesta di dati sulla terza dose, già adottata in Israele per gli over 60: “Per i fragili andrebbe valutata l’opportunità della terza dose di vaccino Covid-19. Tuttavia, bisognerebbe vedere anche qui se c’è qualche dato, qualcosa che ci dia un po’ di conforto”.

Variante Delta, Crisanti: “I vaccini non bastano, serve il tracciamento”

Il microbiologo ha però detto che “le vaccinazioni non basteranno a bloccare il contagio”, contro la variante Delta. L’esperto ha quindi riportato l’esempio della Gran Bretagna, dove “sono arrivati a 40mila casi” al giorno nonostante l’avanzamento della campagna vaccinale.

Per Crisanti, la strategia più efficace, parallelamente alle vaccinazioni, è rappresentata dal tracciamento dei contatti: “In Inghilterra fanno un milione di tamponi al giorno e hanno un sistema di App che in qualche modo funziona, perché ogni giorno mettono in quarantena quasi mezzo milione di persone”.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, invece, ha parlato della quarta ondata in Italia, di cui, secondo la Fondazione Gimbe, si stanno osservando gli effetti in questi giorni.

I sintomi della variante Delta

Nello studio si afferma che le persone infettate dalla variante Delta hanno enormi quantità di virus nel naso e nella gola, indipendentemente dalla vaccinazione. E l’infezione con la Delta ha maggiori probabilità di portare a malattie gravi e ricoveri in ospedale, anche in terapia intensiva. Ma la vaccinazione protegge ancora dagli esiti peggiori: i vaccini sono altamente efficaci nel prevenire malattie gravi, ospedalizzazione e morte. Ieri anche Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca sulla pandemia di Covid, ha detto che i vaccini non proteggono al 100% dal contrarre l’infezione. La protezione è infatti stimata all’88,5% dopo due dosi dall’Istituto superiore di sanità. I vaccini prevengono però altamente le forme gravi della malattia.

“Nessun vaccino è efficace al 100%, perché il virus è cambiato – ha spiegato Fauci in un’intervista -. I dati sulla mutazione Delta che abbiamo a disposizione oggi mostrano che il livello di infezione nelle mucose in una persona vaccinata è lo stesso di quello in una persona non vaccinata» ma in chi è vaccinato «il rischio che la malattia si manifesti in forma grave è più basso. È estremamente raro che una persona vaccinata, se pur contagiata, finisca in ospedale”. Per questo, è l’appello più volte ribadito dall’immunologo, «è necessario che la maggioranza delle persone si vaccini». Fauci, in un’intervento successivo del 27 e uno del 28 luglio, ha dichiarato comunque che tale circostanza è da considerare come “evento raro”.