Variante Delta pericolosa per bambini e adolescenti: i sintomi, i più colpiti e cosa fare

La variante Delta del coronavirus, secondo le ultime evidenze scientifiche, colpisce maggiormente la fascia d’età dei bambini e adolescenti e si diffonde soprattutto tra chi non ha ancora effettuato il vaccino o ha avuto solo la prima dose. A parlare dei rischi effettivi della mutazione “indiana” del virus è Giorgio Palù,  componente del Comitato tecnico scientifico e presidente del cda dell’Aifa.

Variante Delta, quanto è diffusa e quali sono i sintomi: il punto di Palù

La possibilità che la variante Delta diventi dominante nel nostro Paese c’è, ha spiegato Palù al Corriere della Sera, “ma non bisogna spaventarsi sebbene sia più contagiosa. Capiremo presto se abbiamo a che fare con un ceppo che dà luogo a manifestazioni meno gravi avendo come bersaglio le vie respiratorie superiori, naso e faringe”.

Si tratta di “uno dei circa 20 ceppi mutanti del Sars-CoV-2 considerati oggetto di preoccupazione – ha ricordato l’esperto -. È comparsa a dicembre 2020 in uno Stato nel nord dell’India, pochi mesi dopo è stata la causa di oltre 30 mila casi al giorno a Nuova Delhi anche tra soggetti già guariti e vaccinati”.

“Una delle sue tre sottovarianti ha acquisito mutazioni che la rendono più infettiva del 50% rispetto all’Alfa (ex variante inglese)”, ha aggiunto Palù. Quanto ai sintomi, secondo l’esperto sono più lievi: “Il naso che cola, mal di testa. Tipici del raffreddore. Attendiamo studi più accurati”.

Giovani e adolescenti i più colpiti: i pericoli secondo Palù

Gli adolescenti e i giovani, per il momento, sono i più colpiti e il motivo lo ha spiegato Palù: “Dipende dal fatto che pur possedendo meno recettori per il virus nelle cellule delle prime vie respiratorie, naso e gola,vengono infettati con maggior facilità in quanto la variante ha acquisito una più elevata affinità per i recettori stessi”.

Tuttavia, secondo Palù, non bisogna preoccuparsi: “Leggiamo i dati dell’epidemia in Italia. Il tasso di positività è intorno allo 0,3%, i ricoveri in area medica sono in calo, quelli in rianimazione sono in continua diminuzione, l’incidenza di Covid-19 è tra i 10 e i 15 casi ogni 100 mila abitanti a settimana. Significa che in queste condizioni si possono tracciare facilmente i focolai, inclusi quelli da variante Delta, e limitarne l’espansione. E poi c’è l’effetto della stagione estiva. Insolazione, aria aperta, vento. Il virus sottoposto a queste azioni di contrasto naturali ha vita breve perché viene ostacolato nel propagarsi via aerosol”.