Varianti Covid, le città italiane più colpite

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Alberto Gerli, ingegnere laureato a Padova e specializzato in Texas, nell’ultimo anno ha messo a punto modelli matematici che sono stati un punto di riferimento per la comunità scientifica alle prese col Covid. Gerli ha realizzato negli ultimi giorni una mappa del rischio relativa alla presenza delle varianti nelle città italiane. Lo studio statistico, pubblicato dal Corriere della Sera, è stato elaborato a partire da aumenti anomali dei casi: in 25città le varianti hanno causato un aumento preoccupante dei contagi. Il modello si basa sulla suddivisione del rischio in tre fasce:

  • alta densità delle varianti
  • fase di crescita delle varianti
  • inizio del focolaio delle varianti

Le città italiane più colpite: Belluno

Nella fascia di rischio più bassa, quella definita di ‘alta densità delle varianti’, ci sono solamente due città. La prima è Belluno: nell’ultimo monitoraggio, quello di venerdì 19 febbraio, ha registrato un incremento di casi pari all’8%. L’altra città nella fascia più bassa di rischio in tema varianti è la provincia di Crotone. In uno dei suoi comuni, Strongoli, l’Asp ha riscontrato nelle ultime ore anche l’esplosione di un focolaio: 32 casi positivi, la settimana prima si contavano appena 3 casi. In Calabria però la situazione più grave e quella di Vibo Valentia, provincia che invece rientra nella terza fascia di rischio, quella più grave: ‘Inizio del focolaio delle varianti’.

Milano, Varese e Cremona (a cui si aggiunge per prossimità Verbania-Cusio-Ossola) sono le tre province lombarde nella fascia intermedia di rischio, quella definita ‘fase di crescita delle varianti’. Sempre in Lombardia, ma nella fascia più alta di rischio, ci sono Bergamo, Brescia e Monza. La situazione è assai grave in Emilia-Romagna, dove quattro province sono nella fascia più alta di rischio: si tratta di Bologna, Modena, Parma e Ravenna.

Le città italiane più colpite in Toscana

Stessa preoccupazione in Toscana, dove ad alto rischio ci sono Firenze, Lucca, Pistoia, Siena e Pisa.

Nelle Marche, la provincia ad alto rischio è quella di Ancona. Scendendo in Abruzzo, un’altra città a rischio: si tratta di Pescara. Anche Frosinone, unica provincia del Lazio a rischio, è in terza fascia. Poco distante c’è Isernia, nel Molise, che però al momento si trova nella fascia intermedia di rischio. Si chiude con le due province della Basilicata, Potenza e Matera, entrambe considerate nella fascia più alta di rischio.