Con l’ultimo bollettino dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei decessi da Covid-19 gli esperti si sono pronunciati con una stima su quale potrebbe essere la data del picco più alto.

Un picco, questo, abbastanza prevedibile con l’annullamento di tutte le restrizioni e l’arrivo della stagione estiva. Per questo interviene Giorgio Palù, presidente dell’AIFA e docente emerito di Virologia presso l’Università di Padova, che sostanzialmente afferma che i numeri sono all’interno delle proporzioni.

“Con questo alto numero di contagi è statisticamente normale che qualche persona in più si ritrovi in ospedale con una polmonite – sottolinea Palù – Magari perché non vaccinata o con ciclo vaccinale incompleto o con patologie concomitanti. Ma questo non significa che Ba.5 sia più patogena“.

Anche Ricciardi, del resto, ha parlato di un picco a luglio anche se stimato alla fine del mese anziché nella metà. Costa, tuttavia, dissente da tali previsioni.

“I dati ci dicono che siamo in una fase certamente positiva e gestibile, dobbiamo monitorare con grande attenzione”, dice Costa, e aggiunge che sul tavolo del governo per il momento non si valuta alcuna misura restrittiva.

Di più: “L’obiettivo è quello di convivere con il virus (…). Prima o poi dovremmo porci il problema o blocchiamo il Paese. Convivenza è prendere atto che siamo di fronte ad una fase endemica“.

L’aggiornamento dei vaccini

Giorgio Palù, inoltre, annuncia che settembre sarà il mese in cui arriverà il vaccino bivalente a mRNA aggiornato sulla variante Ba.1.

Sarà utile somministrarlo agli over 60 anche in presenza di altre patologie. Si dovrà aspettare l’inverno, piuttosto, per gli altri vaccini contro la Ba.4 e la Ba.5.

La paura per il virus è ancora tanta e diffusa, e su questo aspetto Giorgio Palù rassicura sul fatto che siamo prossimi all’endemizzazione: “Via via che aumenta la popolazione immunizzata dai vaccini o dalla malattia si arriverà ad avere un virus endemico come avviene per gli altri virus respiratori stagionali”.