Vischio, con le sue foglie fai il pieno di energia e rafforzi l’intero organismo

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Considerato nell’antichità una pianta sacra, il vischio (Viscum album) è un arbusto semiparassita tipico delle zone boscose di Europa e America, che vive avvinghiato ad altri alberi ospiti, tra cui il biancospino, il melo, la quercia e il pioppo, e da cui trae anche la linfa. La tradizione gli attribuisce preziose proprietà terapeutiche, in particolare nella cura dell’ipertensione.

All’epoca dei Celti, i sacerdoti, detti druidi, conferivano al vischio molte proprietà curative e lo usavano per preparare infusi e pozioni contro ogni malattia. Oggi la ricerca scientifica ha messo in luce i suoi principi attivi: proteine (viscotossina e lectina), flavonoidi, polifenoli e polisaccaridi, dall’azione ipotensiva, antinfiammatoria, immunostimolante e persino antitumorale.

  • Il vischio è una delle piante più efficaci contro l’ipertensione arteriosa, perché è in grado di stimolare il sistema parasimpatico e diminuire le resistenze periferiche dei vasi sanguigni causando vasodilatazione e regolando l’intero sistema cardiocircolatorio. Proprio per le sue virtù ipotensive il vischio è utilizzato anche come coadiuvante in caso di aterosclerosi, angina e per migliorare la circolazione cerebrale.
  • Inoltre, il vischio è fondamentale se si soffre di artrite, perché stimola la diuresi e favorisce l’eliminazione di sostanze tossiche come l’urea e l’acido urico. Applicato localmente ha pure un potente effetto antinfiammatorio che allevia i dolori reumatici e gli attacchi acuti di sciatica.
  • Ha un effetto sedativo e calmante che riduce nervosismo e palpitazioni dovute a stress e stati ansiosi e lenisce i dolori causati dal mal di testa
  • Il vischio svolge poi un’azione emostatica efficace in caso d’irregolarità del ciclo mestruale.
  • Allevia i disturbi gastrointestinali e viene usato come antidiarroico.
  • Questa pianta prodigiosa è anche utilizzata come terapia palliativa nella cura dei tumori per la presenza di sostanze che inibiscono la crescita e proliferazione delle cellule tumorali e che stimolano il sistema immunitario affinché tale attacchi in modo più decisivo le cellule maligne. L’assunzione dell’estratto di vischio, tra l’altro, può migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e fortificare le stesse difese immunitarie. Come sembra svelare uno studio svedese, appena pubblicato su Trials, che ha valutato gli effetti positivi del suo estratto sui pazienti affetti da cancro al pancreas.

Vischio: quando e come usarlo

Del vischio si utilizzano sia le bacche sia i rami fogliati della giovane pianta per ottenere infusi, estratti, tinture madri o gemmoderivati.

  • L’infuso al vischio si prepara lasciando in infusione un cucchiaino di foglie e rametti essiccati per circa 10 minuti, per poi filtrare e addolcire a piacere. Si consiglia di assumere 2-3 tazze al giorno, lontano dai pasti. Se abbinato ai fiori di biancospino e alle foglie di arancio aumenta il suo potere antipertensivo.
  • La tintura madre si ottiene con la parte aerea fresca delle bacche e la dose raccomandata è di 30 gocce diluite in acqua, 1-2 volte al dì.
  • La gemmoterapia si avvale, invece, dei rami giovani del vischio che sono particolarmente ricchi di virtù antispasmodiche e ipotensive: il Viscum album MG1CH, 30 gocce sciolte in acqua, 1-2 volte al dì. Oltre che per l’ipertensione arteriosa, è implementato nella cura di sclerosi vascolare e della sindrome delle gambe senza riposo.
  • L’estratto fluido viene soprattutto impiegato nella terapia oncologica.  

Vischio: mettilo nella vasca

Arricchisci il tuo bagno caldo con oli essenziali, sale marino, bicarbonato e foglie di vischio. Così rigeneri l’organismo di sostanze disintossicanti e naturali, per prevenire le malattie degenerative e calmare lo spirito.

Vischio: controindicazioni

Il suo uso è controindicato in caso d’ipersensibilità conclamata verso uno o più componenti e anche quando si assumono medicinali anticoagulanti, immunosoppressori e antidepressivi. È sempre meglio, quindi, consultare il proprio medico prima di assumere l’erba officinale. In più, il vischio può risultare anche tossico e avere effetti collaterali se ingerito in quantità troppo elevate. Le bacche, infatti, possono provocare vomito, diarrea, crisi epilettiformi, fino ad arrivare allo shock.