Oggi sono attesi i dati del monitoraggio settimanale sulla pandemia, per capire quali regioni potranno cambiare colore. Alcune sperano di evitare il passaggio alla zona che prevede le misure più severe, altre puntano alla ‘promozione’ in zona arancione.

Le regioni in zona rossa

Attualmente sono in zona rossa ben dieci regioni, più la provincia autonoma di Trento. La maggior parte sono entrate nell’area con le misure più rigide la scorsa settimana e, in base alla regola per cui è obbligatorio rimanere nella fascia di maggior rischio almeno due settimane, sono quindi attese da almeno altri 7 giorni in rosso.

Si tratta di Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia e Veneto. Per loro qualche novità potrebbe emergere solo nell’esame del prossimo 26 marzo.

Campania e Molise sono zona rossa da 15 giorni e potrebbero quindi in teoria aspirare al passaggio all’arancione. Ma stando ai dati (nel monitoraggio del 12 marzo aveva parametri da zona arancione) solo il Molise ha concrete possibilità di cambiare colore.

Le regioni in zona arancione

Diverse regioni sono in bilico tra arancione e rosso, a partire dalla Toscana che ha già diverse province in zona rossa. “Siamo a 246 contagi su 100 mila abitanti, sotto la soglia di 250. La Toscana quindi può pensare di rimanere in zona arancione anche per la settimana prossima”, aveva detto mercoledì il presidente della Toscana Eugenio Giani.

I parametri della regione sono al limite, in particolare indice Rt e incidenza dei nuovi positivi. La Toscana potrebbe quindi restare arancione, con forse nuove zone rosse provinciali.

Da monitorare anche la situazione di Liguria, Calabria e Valle d’Aosta, che nell’ultimo monitoraggio avevano un indice Rt vicino alla soglia critica.

Le regioni in zona bianca

La Sardegna, unica regione in zona bianca, punta a mantenere lo status con le minori restrizioni. Anche perché secondo l’ultimo decreto del governo, un peggioramento comporterebbe il salto diretto in zona arancione.

Per farlo, anche in ottica delle vacanze pasquali, il governatore Christian Solinas ha firmato un’ordinanza che impedisce ai non residenti di raggiungere le seconde case sull’isola.