Oltre 70 cani, dopo anni di sofferenza in gabbie metalliche, sono finalmente stati liberati da un allevamento in Corea del Sud. L’operazione, condotta da Humane World for Animals, ha portato alla liberazione di animali che non erano mai usciti dalle gabbie. L’evento, avvenuto il 2 ottobre 2026, rappresenta una delle ultime grandi operazioni di salvataggio prima dello stop definitivo al commercio della carne di cane. I cani, tra cui diversi Jindo, un Pastore Tedesco e numerosi meticci, sono stati trasferiti negli Stati Uniti e in Canada per ricevere assistenza veterinaria e iniziare un percorso di recupero.
Un passo verso il divieto della carne di cane
La liberazione dei cani è avvenuta in un contesto di transizione che vede la Corea del Sud avvicinarsi a una svolta storica. La legge approvata nel 2024 prevede che dal 7 febbraio 2027 siano vietati l’allevamento, la macellazione, la distribuzione e la vendita di cani destinati al consumo umano. L’operazione di salvataggio a Gangjin rappresenta l’ultima grande operazione di Humane World for Animals nel Paese, che dal 2015 ha contribuito a salvare quasi 3.000 cani dagli allevamenti sudcoreani. La sfida non è solo chiudere definitivamente il commercio della carne di cane, ma anche garantire che il divieto venga rispettato.
Le condizioni di vita degli animali salvati
Le condizioni in cui vivevano molti di questi cani erano particolarmente difficili. Secondo Humane World for Animals, diversi animali erano confinati in piccole gabbie metalliche e alcuni avrebbero trascorso gran parte della propria esistenza senza avere la possibilità di uscire dagli spazi nei quali erano rinchiusi. La struttura in passato sarebbe arrivata ad allevare fino a circa mille cani contemporaneamente. La vicenda è emersa all’inizio dell’anno grazie alla segnalazione di un cittadino, che ha portato all’ispezione delle autorità, durante la quale sono state riscontrate violazioni della normativa sudcoreana relativa alla protezione e al benessere degli animali.
Il proprietario dell’allevamento, un uomo di circa ottant’anni, ha ceduto gli animali e non potrà più essere coinvolto in attività connesse al commercio della carne di cane. Prima del trasferimento internazionale, gli animali sono stati sottoposti ai controlli sanitari e alle vaccinazioni necessarie. Per alcuni il recupero potrebbe essere lungo, poiché cani cresciuti in condizioni di isolamento possono aver bisogno di tempo per adattarsi a un ambiente nuovo. La chiusura degli allevamenti, infatti, non significa automaticamente che tutti gli animali presenti nelle strutture abbiano già trovato una sistemazione. Secondo i dati governativi relativi al processo di transizione, un numero molto elevato di cani risultava ancora presente negli allevamenti interessati dalle chiusure. Una delle sfide principali diventa quindi capire quale futuro attenda questi animali e assicurarsi che il divieto venga effettivamente rispettato.
Il salvataggio di questi oltre 70 cani rappresenta così uno degli ultimi grandi interventi di Humane World for Animals negli allevamenti sudcoreani e arriva a pochi mesi da una data destinata a segnare un cambiamento profondo nel Paese. Dal febbraio 2027 inizierà infatti una nuova fase. La sfida non sarà soltanto chiudere definitivamente il commercio della carne di cane, ma anche garantire che il divieto venga rispettato e trovare soluzioni adeguate per gli animali ancora presenti nelle strutture interessate.
