
L’OIPA International ha inviato un appello urgente alle autorità algerine per porre fine agli abbattimenti di cani e gatti randagi e a metodi non umani di controllo, come l’avvelenamento, in diverse aree del Paese. L’azione è scaturita dall’analisi di una documentazione ricevuta, che include avvisi comunali e comunicazioni relative a operazioni di uccisione di animali selvatici in diverse province. L’OIPA ha sollecitato un approccio basato sull’approccio One Health, che integra la salute umana, animale e ambientale, per affrontare la prevenzione della rabbia e la gestione del randagismo in modo sostenibile e responsabile.
Operazioni di uccisione documentate in diverse province
La documentazione ricevuta dall’OIPA comprende avvisi ufficiali emessi in diverse province, tra cui Tizi Ouzou, Bejaia, Boumerdes, Ouargla, Relizane, Tiaret, M’Sila, Ain Temouchent, Chlef e Khenchela. Tra i documenti esaminati, un avviso emesso ad Ait Mahmoud, nella provincia di Tizi Ouzou, ha segnalato l’uso di metodi chimici per l’uccisione di cani e gatti randagi tra il 13 luglio e il 13 agosto 2026. Altre comunicazioni documentano operazioni condotte in orario notturno, con istruzioni ai residenti di tenere chiusi i propri animali durante gli interventi.
Le operazioni sono state coordinate con un’associazione venatoria locale e prevedono la segnalazione da parte dei residenti delle aree in cui si trovano animali randagi. Inoltre, un’ulteriore comunicazione ufficiale emessa dal Comune di Khenchela il 9 agosto 2026 ha invitato i residenti a individuare i luoghi in cui si trovavano animali randagi, annunciando un intervento la notte stessa.
Preoccupazioni per l’uso di sostanze tossiche
L’OIPA ha espresso preoccupazione per l’uso di sostanze tossiche, che potrebbero compromettere la biodiversità e esporre specie protette a rischi. Inoltre, tali sostanze potrebbero causare sofferenze agli animali e rappresentare un pericolo per la fauna selvatica e gli animali da compagnia. L’organizzazione ha chiesto alle autorità algerine di chiarire se l’uso di sostanze tossiche sia autorizzato e, in caso affermativo, in base a quali garanzie e normative.
Le sostanze tossiche potrebbero anche compromettere la salute pubblica e creare rischi ambientali in aree accessibili alla popolazione. L’OIPA ha anche sollecitato una revisione immediata dell’uso dell’avvelenamento e di altri metodi non umani, richiedendo alle autorità di indagare sulle operazioni comunali documentate nel materiale ricevuto. L’OIPA ha riconosciuto la responsabilità delle autorità pubbliche di proteggere le comunità dalla rabbia e da altre zoonosi, ma ha sottolineato che le campagne letali non affrontano le cause del randagismo e non possono sostituire la prevenzione a lungo termine, le cure veterinarie e le strategie sostenibili di gestione della popolazione animale.
L’OIPA ha chiesto alle autorità algerine di adottare un approccio globale One Health, che integri la salute umana, animale e ambientale. L’organizzazione ha sottolineato l’importanza della vaccinazione di massa, della sterilizzazione, delle cure veterinarie e della sensibilizzazione della comunità. Inoltre, ha richiesto un accesso tempestivo alla profilassi post-esposizione alla rabbia, soprattutto per le comunità a rischio. L’OIPA ha portato il caso all’attenzione delle Nazioni Unite in Algeria, condividendo le proprie preoccupazioni e la documentazione di supporto per favorire una più ampia attenzione istituzionale sulla questione. L’organizzazione continuerà a seguire gli sviluppi in Algeria e rimane a disposizione per il dialogo e la cooperazione con le autorità competenti e i soggetti coinvolti a livello nazionale e internazionale.
