
Un cane di piccola taglia è stato trovato morto in un trasportino abbandonato davanti alla chiesa di San Michele, a Erice, nel Trapanese. L’animale era stato segnalato al 112 il giorno prima, ma non è stato possibile salvare la sua vita. L’attivista Enrico Rizzi ha rivelato che il cane era ancora vivo nel pomeriggio del giorno precedente, ma le segnalazioni non hanno portato a un intervento tempestivo. La vicenda ha suscitato preoccupazione e interrogativi su come si siano svolti gli eventi.
Segnalazioni al 112 non hanno evitato decesso
Secondo la ricostruzione fornita da Rizzi, il cane è stato visto ancora vivo nel pomeriggio del giorno precedente, già chiuso nel trasportino davanti alla chiesa. Un cittadino ha tentato di segnalare la situazione al 112, ma è stato invitato a rivolgersi a un altro ente, poiché il caso non è stato ritenuto di competenza. Durante la notte, un’altra persona ha effettuato una segnalazione, quando l’animale appariva ormai privo di vita. Anche in questa occasione, si è ritenuto che la Polizia locale non fosse in grado di intervenire, poiché i suoi uffici erano chiusi.
Le segnalazioni non hanno portato a un intervento tempestivo, purtroppo troppo tardi.
Rizzi ha informato i Carabinieri di Trapani e la Polizia locale di Erice, chiedendo di ricostruire l’intera sequenza degli avvenimenti. L’attivista ha sollecitato l’acquisizione delle registrazioni delle telefonate al 112, in modo da verificare gli orari delle segnalazioni e le risposte degli operatori. «Se questa ricostruzione verrà confermata, siamo davanti a fatti di estrema gravità», ha dichiarato Rizzi, facendo riferimento anche alla possibile omissione di atti d’ufficio. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza potrebbero fornire elementi determinanti per chiarire chi abbia portato il trasportino davanti alla chiesa e quando lo abbia lasciato in quel punto.
Indagini in corso per chiarire responsabilità
Resta da accertare da quanto tempo l’animale si trovasse all’interno del trasportino e in quali condizioni fosse stato lasciato. Non è stato ancora chiarito neppure l’ora in cui è avvenuto il decesso. I veterinari del Servizio veterinario dell’Asp di Trapani hanno constatato il decesso, ma non sono state comunicate ufficialmente né le cause né l’ora in cui è avvenuto. L’attivista ha sottolineato che la domanda più dolorosa riguarda le reali condizioni del cane al momento della prima segnalazione: se fosse stato ancora vivo, un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare la sua morte.
La morte del cane rimane un mistero, ma le segnalazioni non hanno portato a un intervento.
La vicenda ha coinvolto anche i deputati Francesco Emilio Borrelli e Ismaele La Vardera, ai quali è stato chiesto di intervenire nelle rispettive sedi istituzionali. Rizzi ha affermato che «chi ha fatto questo deve avere un nome e un cognome. E deve finire davanti a un Tribunale». Tuttavia, ogni responsabilità dovrà essere accertata attraverso le indagini delle forze dell’ordine e le valutazioni dell’autorità giudiziaria. La domanda che rimane aperta è: quando è arrivata la prima richiesta di aiuto, il cane poteva ancora essere salvato?
