
Un cane brachicefalo, stremato durante un’escursione sul Viel dal Pan, è stato soccorso dai vigili del fuoco in alta quota. L’episodio, avvenuto il 5 settembre 2026, ha acceso un dibattito sui social, con commenti contrastanti su come gestire le escursioni con animali a rischio. L’intervento si è concluso senza conseguenze per l’animale, ma ha sollevato domande importanti sulle responsabilità e sulle scelte fatte prima dell’escursione.
Un cane in difficoltà, un intervento di soccorso
Il cane, un Bulldog inglese, aveva esaurito le energie e non riusciva più a proseguire lungo il sentiero del Viel dal Pan, uno degli itinerari più suggestivi delle Dolomiti. I volontari dei vigili del fuoco di Canazei lo hanno raggiunto e accompagnato verso valle, mettendolo definitivamente al sicuro. L’operazione, durata circa tre ore, si è svolta al buio e ha richiesto un impegno notevole da parte dei soccorritori.
La salute del cane e le scelte del proprietario
Il caso ha messo in luce i limiti fisici di alcuni cani, in particolare quelli appartenenti a razze brachicefale, come il Bulldog. Queste razze, caratterizzate da un cranio largo e un muso corto, possono soffrire di problemi respiratori e di regolazione termica. Inoltre, il sovrappeso, comune in alcune razze, può aggravare la situazione. Il proprietario, pur non riuscendo a trasportare il cane in braccio, ha scelto di portarlo in montagna, senza prevedere i rischi.
La priorità dei soccorritori è sempre l’intervento tempestivo.
I vigili del fuoco hanno sottolineato che il loro compito è soccorrere chi ha bisogno, indipendentemente da colpa o dolo. «Non facciamo pagare a nessuno i nostri interventi, che siano incidenti per eccesso di velocità o per uso di cellulare», ha dichiarato il caposquadra Max Saveri. L’episodio ha suscitato reazioni contrastanti sui social: alcuni hanno applaudito l’azione dei volontari, altri hanno sostenuto che il costo dell’intervento dovesse essere addebitato al proprietario.
Le regole e le responsabilità in montagna
Le regole relative al pagamento degli interventi in montagna non sono uniformi in tutta Italia. In alcune regioni sono previste forme di compartecipazione quando una richiesta viene considerata immotivata o quando il soccorso è reso necessario da comportamenti particolarmente imprudenti. Tuttavia, un cane non può essere ritenuto responsabile delle decisioni prese dal suo proprietario. La paura di dover sostenere una spesa elevata potrebbe spingere qualcuno a ritardare la richiesta di aiuto, mettendo ulteriormente a rischio la vita dell’animale. Prima di portare il cane in montagna, è fondamentale valutare attentamente la salute dell’animale, il livello di allenamento, la temperatura e la lunghezza dell’itinerario. Ogni cane ha capacità differenti, determinate non solo dalla razza, ma anche dall’età, dal peso e dallo stato di salute. La volontà di seguire il proprio umano non deve essere confusa con la capacità fisica di completare un percorso.
