
Il virus West Nile si sta diffondendo in Veneto con una circolazione virale superiore a quella registrata nel 2025, come rileva la sorveglianza integrata condotta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). Il tasso di positività dei pool di zanzare analizzati in regione è del 4%, con 46 trappole positive su 86 installate. La situazione è monitorata in modo continuativo da anni, con l’obiettivo di individuare precocemente la circolazione del virus e attivare misure di mitigazione del rischio di trasmissione all’uomo.
sorveglianza entomologica e veterinaria
La sorveglianza entomologica dell’IZSVe si basa su 86 trappole per zanzare distribuite fra Veneto (57) e Friuli Venezia Giulia (29), con monitoraggio capillare da maggio a ottobre a cicli di 15 giorni. Sul fronte veterinario, in Veneto sono risultati positivi 33 uccelli selvatici nelle province di Verona, Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, e 5 equidi con positività sierologica nelle province di Padova, Verona e Vicenza. Le province interessate sono Venezia (9), Rovigo (8), Verona (8), Padova (7), Vicenza (5), Treviso (4), Udine (4) e Pordenone (1).
Queste rilevazioni rientrano nel normale funzionamento del piano di sorveglianza e concorrono ad attivare le misure di prevenzione a tutela della popolazione. Il rischio di forme gravi si concentra nelle persone anziane, con patologie croniche o con ridotte difese immunitarie. Nella grande maggioranza dei casi l’infezione da WNV nell’uomo decorre senza sintomi: si stima che circa l’80% delle persone infette non sviluppi alcuna manifestazione clinica, che una quota minore presenti una sindrome simil-influenzale e che meno dell’1% sviluppi la forma neuro-invasiva.
prevenzione e comportamenti individuali
Accanto ai sistemi di prevenzione di sanità pubblica, la misura più efficace per ridurre il rischio resta l’adozione di semplici comportamenti individuali: usare repellenti cutanei, indossare abiti coprenti, utilizzare zanzariere alle finestre, evitare ristagni d’acqua in vasi e contenitori esterni, e impiegare prodotti larvicidi in tombini e pozzetti. I casi di dengue (15) e chikungunya (5) finora registrati in Veneto sono tutti di importazione, associati a persone di rientro da viaggi all’estero.
La sorveglianza integrata, basata su un approccio One Health, attiva immediatamente lo screening per le attività trasfusionali e di trapianto alla prima zanzara o al primo esemplare di avifauna positivo. Questo sistema garantisce la sicurezza trasfusionale anche nelle stagioni di maggiore circolazione del virus. La fase di massima circolazione è attesa fino ai primi di settembre, con un andamento che dipenderà in larga misura dalle temperature. L’IZSVe partecipa a iniziative di informazione e comunicazione, fra cui incontri con la cittadinanza – in particolare presso gli AUSER, per raggiungere le fasce di popolazione più esposte a forme gravi – la campagna “Attenzione animali pericolosi” promossa dalla Regione del Veneto e l’app gratuita “Mosquito Alert”, progetto di citizen science coordinato da istituzioni e centri di ricerca pubblici.
