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L’influencer Rita De Crescenzo e la scimmietta sui social: un dibattito su come rappresentare gli animali selvatici

L’influencer Rita De Crescenzo mostra una scimmietta sui social, suscitando polemiche su come vengono rappresentati gli animali selvatici.

Di Redazione Impronta UnikaAggiornato 10 agosto 2026
L’influencer Rita De Crescenzo e la scimmietta sui social: un dibattito su come rappresentare gli animali selvatici
Influencer mostra scimmietta in braccio, con abito rosa, in hotel a Sharm el-Sheikh, Egitto
Influencer mostra scimmietta in braccio, con abito rosa, in hotel a Sharm el-Sheikh, Egitto

L’influencer Rita De Crescenzo ha suscitato indignazione e dibattito su social media dopo aver condiviso video in cui mostra una giovane scimmia, apparentemente vestita e trattata come un animale da compagnia. La vicenda, avvenuta durante un soggiorno a Sharm el-Sheikh in Egitto, ha acceso un dibattito sul rapporto tra influencer, animali selvatici e contenuti realizzati per ottenere visualizzazioni. La scimmia, molto giovane e lontana dalla madre, è stata mostrata in braccio, vestita con un piccolo abito rosa e alimentata con un biberon, in immagini che hanno suscitato reazioni da parte di persone e associazioni impegnate nella tutela degli animali.

Un animale selvatico non è un animale da compagnia

Le immagini pubblicate sui social hanno suscitato preoccupazioni per il modo in cui l’animale è stato trattato. La scimmia, probabilmente appartenente alla specie Chlorocebus sabaeus, è originaria dell’Africa occidentale e non dell’Egitto. La sua giovane età e la separazione precoce dalla madre sollevano interrogativi sulle sue esigenze etologiche e sulle conseguenze che potrebbero derivare da un’assenza di cure parentali. La separazione precoce può influire negativamente sul suo sviluppo comportamentale, un aspetto che le associazioni di tutela degli animali hanno sottolineato.

La sua giovane età e la separazione dalla madre rappresentano un rischio per il suo sviluppo. L’animale, tenuto in braccio e vestito, è stato mostrato in contesti che non rispettano le sue esigenze naturali. La sua presenza nei video ha suscitato reazioni da parte di utenti e organizzazioni che chiedono maggiore tutela per gli animali selvatici.

Le regole in Egitto si stringono intorno all’uso degli animali

Nel 2026, in Egitto, sono state rafforzate le regole relative all’utilizzo degli animali nelle strutture turistiche. La Camera egiziana delle strutture turistiche e della ristorazione ha vietato l’impiego di animali, sia domestici che selvatici, negli spettacoli e nelle attività di intrattenimento organizzate all’interno di hotel e strutture turistiche. La misura è stata adottata per motivi di sicurezza e prevede conseguenze legali e amministrative per le strutture che non rispettano le disposizioni.

Nonostante queste normative, il caso della scimmietta di Rita De Crescenzo ha sollevato un problema più ampio: un animale selvatico non diventa un animale domestico semplicemente perché viene vestito, nutrito con un biberon o tenuto tra le braccia di una persona. L’uso di animali selvatici sui social, spesso per ottenere visualizzazioni, rischia di trasformare un essere vivente in un oggetto di intrattenimento, ignorando le sue complesse esigenze fisiche, sociali e comportamentali. La sua presenza nei video ha suscitato reazioni da parte di utenti e organizzazioni. L’associazione EARTH ha richiamato l’attenzione non solo sulla situazione della scimmia, ma anche su altre specie che possono subire separazioni precoci. La presidente Valentina Coppola ha sottolineato come anche i pappagalli venduti da imbecco possano essere sottratti alle cure parentali quando sono ancora molto giovani.

Il rischio è che le immagini apparentemente teneri nascondano una realtà molto diversa. Un cucciolo di primate non ha bisogno di vestitini, video virali o fotografie ricordo: ha esigenze biologiche e sociali precise, legate alla propria specie. La forte reazione provocata da questa vicenda potrebbe diventare un’occasione per aumentare la consapevolezza. Prima di condividere, mettere “mi piace” o imitare contenuti che mostrano animali selvatici trattati come animali domestici, bisognerebbe chiedersi quale storia esiste dietro quelle immagini.

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