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Taras, il leone sopravvissuto alla guerra, lotta contro una grave infezione fungina

Il leone Taras, salvato durante la guerra in Ucraina, affronta una rara infezione fungina. Le cure stanno dando speranza.

Di Redazione Impronta UnikaAggiornato 12 agosto 2026
Taras, il leone sopravvissuto alla guerra, lotta contro una grave infezione fungina
Un leone si riposa in un santuario in Minnesota, circondato da altri animali
Un leone si riposa in un santuario in Minnesota, circondato da altri animali

Taras, il leone nato in Ucraina e salvato durante la guerra, continua a lottare per la sua vita. Dopo aver superato il conflitto, il trasferimento in America e l’evacuazione, il cucciolo ora affronta una grave infezione fungina. La sua storia, però, non è solo di sopravvivenza, ma anche di resilienza e speranza. Taras, trovato a quattro mesi nascosto in un borsone alla stazione di Odessa, è stato salvato grazie a un’operazione internazionale e ora vive al Wildcat Sanctuary, in Minnesota. La sua vita, però, è ancora in pericolo.

Una battaglia non finita

Nonostante la sua giovane età e le numerose prove superate, Taras è stato colpito da una rara infezione fungina, la blastomicosi, che minaccia la sua salute. La malattia, nota anche come morbo di Gilchrist, può essere particolarmente pericolosa quando colpisce i polmoni e si sviluppa in una fase avanzata. Fortunatamente, lo staff del santuario ha rilevato i primi segni di infezione in tempo, permettendo un intervento tempestivo.

La diagnosi precoce ha salvato la vita di Taras.

Il leone è stato sottoposto a una scansione dei polmoni e a una biopsia, che hanno confermato la presenza della blastomicosi. La direttrice del Wildcat Sanctuary, Tammy Thies, ha spiegato come la malattia possa essere letale se non diagnosticata in tempo. «Di solito, quando ai grandi felini viene diagnosticata la blastomicosi, stanno già mostrando difficoltà respiratorie e, a quel punto, la malattia è così avanzata che persino i farmaci antifungini aggressivi possono essere pericolosi per la vita. Le possibilità di sopravvivenza sono molto basse», ha detto Thies.

Una storia di resistenza

Taras ha già superato situazioni estremamente difficili. Trovato nascosto in un borsone alla stazione di Odessa, il cucciolo è stato salvato da un’operazione internazionale che ha coinvolto il Wildcat Sanctuary e l’International Fund for Animal Welfare. Il viaggio verso gli Stati Uniti è stato estenuante, attraversando un territorio segnato dal conflitto. Una volta in Minnesota, Taras ha trovato un ambiente protetto e la compagnia di altri leoni, tra cui Lesya, Stefania e Prada.

La sua sopravvivenza è stato il suo “secondo miracolo”.

Nonostante la sua integrazione nel gruppo, Taras ha cominciato a mostrare segni di debolezza. Meno attivo, con un interesse ridotto per il cibo, il leone ha suscitato preoccupazioni nel team. Gli esami hanno rivelato la presenza della blastomicosi, e il trattamento è iniziato immediatamente. Taras ha ricevuto una terapia antifungina endovenosa due volte al giorno, e il suo organismo ha risposto positivamente. Tuttavia, la battaglia non è ancora conclusa.

Un futuro incerto ma pieno di speranza

Il leone deve continuare a prendere medicinali per via orale due volte al giorno e potrebbe essere necessario attendere settimane o mesi prima di poter parlare di completa guarigione. Durante il trattamento, Taras è stato separato dal resto del gruppo per evitare che gli altri animali mangino il cibo contenente il farmaco. Tuttavia, la reazione degli altri leoni ha sorpreso e emozionato tutti. «Eravamo preoccupati che, dopo essere stato lontano per settimane, potessero aggredirlo, ma c’erano così tante coccole e si rotolavano così tanto l’uno sull’altro. Il branco lo ha accolto a braccia aperte e da allora sono inseparabili», ha raccontato Thies. Taras, che ha già superato la guerra, l’abbandono e un lungo viaggio, dimostra ancora una volta la sua forza. La sua storia è un esempio di resistenza e speranza. Mentre le terapie continuano e i controlli sono necessari, il leone è circondato dallo staff che si prende cura di lui e dal gruppo di altri leoni. «Ha una battaglia davanti a sé, ma ha ancora tanta vita da vivere e tutti noi ci saremmo riuniti per combattere per lui», ha concluso Thies.

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