
Sette anni dopo la scomparsa, Stefania ha ritrovato il cane Bruno, il suo compagno di vita, grazie a una foto pubblicata sui social. Il cane, che aveva scomparso nel 2019 dal giardino di casa ad Ardea, è stato ritrovato il 7 agosto 2026 nella zona di La Cogna, ad Aprilia. L’incontro, che ha riacceso un legame che il tempo non è riuscito a cancellare, è avvenuto dopo mesi di ricerche e speranze. Stefania, che aveva accolto Bruno nella sua casa di Tor San Lorenzo, aveva perso ogni contatto con lui dopo la sua scomparsa.
Una ricerca senza risposte
Da quando Bruno ha smarrito la sua casa, Stefania ha cercato in tutti i modi di ritrovarlo. «L’ho aspettato per settane, ho anche pubblicato post sui social e affisso cartelli per ritrovarlo, ma nessuno mi ha mai contattata», racconta. Nonostante i tentativi, il cane non è mai tornato. Nel tempo, si sono susseguiti episodi di ritrovamento: nel 2022 e nel 2024, Bruno è stato visto nuovamente nella stessa area, ma non è mai stato restituito a Stefania. Non è chiaro a chi fosse stato affidato né perché non fosse tornato da lei. Non è possibile ricostruire con certezza tutti i suoi spostamenti né stabilire cosa sia accaduto nelle precedenti occasioni in cui sarebbe stato ritrovato. La donna pensa che Bruno possa essere stato investito oppure portato via da qualcuno. Solo successivamente viene a sapere che una persona avrebbe visto il cane mentre veniva caricato su un furgoncino.
Un ritorno inaspettato
Il 7 agosto 2026, Bruno è stato trovato da un gruppo di guardie zoofile dell’Associazione Noetaa di Latina, insieme al titolare di una pizzeria della zona. Il cane, in condizioni di salute precarie, è stato portato al canile Galileo Galilei di Latina. L’appello sui social, accompagnato da foto, ha attirato l’attenzione di Stefania, che ha riconosciuto in quel cane anziano il suo Bruno. «Era di certo più anziano, ma le grandi orecchie erano inconfondibili, ero quasi sicura che fosse Bruno», ha detto.
Appena l’ho visto gli ho detto solo “Bruno”, lui mi è venuto incontro scodinzolando e si è fatto prendere in braccio senza esitare, riempiendomi di bacini. Il momento dell’incontro ha cancellato, almeno per un istante, il peso di tutti quegli anni. Bruno, nel frattempo, è diventato anziano e presenta condizioni di salute che richiedono attenzione: è debilitato, ha pulci e vermi e mostra anche un trauma all’occhio. La donna lo porta subito dalla veterinaria per una visita e per provvedere all’inserimento del microchip, così da garantirgli un’identificazione ufficiale.
Oggi Bruno ha ritrovato una quotidianità fatta di attenzioni, passeggiate e momenti condivisi. «Non è più il giovane meticcio che correva nel giardino di Tor San Lorenzo, ma può finalmente vivere accanto alla persona che lo aveva accolto anni prima», ha detto Stefania. Il cane, che era entrato nella vita della donna circa un anno e mezzo prima della sua scomparsa, ha ritrovato una nuova serenità.
La storia di Bruno e Stefania ricorda quanto siano importanti l’identificazione degli animali, l’aggiornamento dei dati del microchip e la diffusione degli appelli in caso di smarrimento. Una fotografia condivisa online, questa volta, ha permesso di riunire un cane e la persona che non aveva mai smesso di cercarlo. Per Stefania, adesso, il passato può lasciare spazio al presente. Bruno è tornato a casa e i giorni da contare non sono più quelli trascorsi lontani, ma quelli che potranno ancora vivere insieme.
