Un italiano su tre ha già utilizzato l’Intelligenza Artificiale per prendersi cura del proprio cane o gatto, secondo una ricerca condotta da Purina e presentata all’Italian Pet Summit 2026. L’indagine, realizzata intervistando online 1.000 proprietari italiani, ha rivelato come il digitale e l’AI stiano modificando il ruolo del pet owner, con un crescente ricorso a strumenti tecnologici per informazioni, decisioni e interazioni con gli animali.
Un trend in crescita tra i giovani
La percentuale di utilizzo dell’AI aumenta con l’età: il 62% dei Millennials e il 74% degli appartenenti alla Gen Z la usano almeno una volta alla settimana. Tra i motivi principali per cui viene interpellata, si segnala la dieta e l’alimentazione, scelte dei prodotti e l’interpretazione del comportamento degli animali. Il 40% degli utilizzatori la usa per informazioni alimentari, il 38% per la scelta dei prodotti e il 36% per comprendere meglio ciò che il cane o il gatto vuole comunicare. Il rapporto con i social cambia a seconda dell’età: il 51% della Gen Z utilizza i social per esprimere la propria identità attraverso i propri animali, mentre il 62% dei Millennials si rivolge al web per informazioni sul comportamento e sulla psicologia del proprio pet. Gen X e Boomers, invece, tendono a usare il digitale in modo più mirato, soprattutto per trovare soluzioni pratiche per la vita quotidiana con cani e gatti.
Un’alternativa al veterinario, ma non un sostituto
Sebbene l’AI sia diventata una fonte di informazioni sempre più rilevante, il veterinario resta il punto di riferimento principale per questioni di salute. L’80% dei proprietari la considera una fonte affidabile, ma il 49% ritiene difficile stabilire quali informazioni online siano realmente attendibili. La crescita del digitale ha portato a un aumento del 32% delle conversazioni online dedicate al mondo pet, con 4,5 milioni di post pubblicati negli ultimi due anni.
Il 47% dei proprietari consulta contenuti online per imparare qualcosa di nuovo sul proprio animale, mentre il 36% lo fa anche per divertirsi e rilassarsi. La quantità di contenuti disponibili rende ancora più importante distinguere un consiglio generico da un’indicazione fornita da una fonte qualificata. La ricerca sottolinea come il digitale stia riscrivendo il ruolo del pet owner, ma il rapporto con il veterinario rimane essenziale, soprattutto in situazioni di salute. Nonostante l’ascesa del digitale, il bisogno di valutare la fonte e la credibilità delle informazioni rimane un tema cruciale. L’AI, se usata con discernimento, può diventare un supporto utile, ma non un sostituto della professionalità medica.
- 1 italiano su 3 utilizza l’AI per prendersi cura del proprio animale
- Il 74% degli appartenenti alla Gen Z la usa almeno una volta alla settimana
- Il 49% dei proprietari ha difficoltà a capire quali informazioni siano affidabili
La ricerca di Purina ha evidenziato come il digitale stia riscrivendo il ruolo del pet owner, ma il rapporto con il veterinario rimane essenziale, soprattutto in situazioni di salute.
