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Il traffico di scimmie e i rischi per la salute pubblica: un’indagine globale

Il traffico di scimmie in Asia minaccia la salute pubblica e la ricerca scientifica. Rischi per la salute e la conservazione delle specie.

Di Redazione Impronta UnikaAggiornato 23 settembre 2026
Il traffico di scimmie e i rischi per la salute pubblica: un’indagine globale

Il traffico di scimmie in Asia ha raggiunto livelli preoccupanti, con conseguenze dirette sulla salute pubblica e sulla ricerca scientifica. Le scimmie, spesso catturate in natura e trasportate in condizioni disumane, vengono utilizzate per esperimenti in laboratori negli Stati Uniti, dove il loro uso è legato a una domanda insatiable. La Thailandia e il Cambogia, due Paesi centrali nel traffico, sono stati coinvolti in operazioni di sequestro di scimmie, mentre la falsificazione di documenti e l’etichettatura fraudolenta di scimmie selvatiche come “captive-bred” hanno reso il mercato illegale sempre più complesso e pericoloso.

Il rischio per la salute pubblica

Le scimmie importate negli Stati Uniti da origine sconosciuta rappresentano un rischio per la salute umana. Molti di loro portano malattie come tubercolosi, melioidosi, Shigella e Herpes B, che possono essere trasmesse agli esseri umani. Queste malattie, spesso non rilevate durante il trasporto, possono introdurre variabili imprevedibili nella ricerca scientifica, compromettendo la sua affidabilità e riproducibilità.

La salute pubblica è a rischio quando le scimmie vengono importate senza certificati sanitari.

Il trasporto di scimmie selvatiche avviene in condizioni estreme: le scimmie vengono messe in sacchi o casse, trasportate per ore o giorni senza cibo, acqua o spazio per muoversi. Queste condizioni di sofferenza e sofferenza possono aggravare le loro condizioni di salute, aumentando il rischio di malattie trasmissibili.

Un’indagine internazionale sul traffico di scimmie

La Thailandia e il Cambogia sono al centro di un’indagine internazionale sul traffico di scimmie, con operazioni di sequestro che hanno portato alla cattura di centinaia di esemplari. Nel 2026, le autorità thailandesi hanno sequestrato armi e munizioni da un gruppo sospetto vicino al confine con il Cambogia, con il sospetto che lo stesso gruppo avesse anche trasportato scimmie. Questo collegamento tra traffico di armi, droga e animali ha reso il problema ancora più complesso.

Nel Vietnam, gruppi che traffica scaglie di pangolino e ivorie di elefante hanno anche trasportato scimmie in Cina. Questi traffici sono spesso legati a reti criminali che utilizzano le stesse rotte e mezzi per il trasporto di contrabbando. La falsificazione di documenti e l’etichettatura fraudolenta di scimmie selvatiche come “captive-bred” ha reso il mercato illegale sempre più difficile da controllare. La Laos, nel 2016, è stata bannata dall’export di scimmie a causa di evidenze che le scimmie selvatiche fossero etichettate come “captive-bred”. Le autorità hanno raccomandato ulteriori sospensioni nel 2023 a causa di preoccupazioni per il traffico e la falsificazione. Inoltre, il traffico di scimmie è legato a un’indagine federale negli Stati Uniti che ha portato a un blocco quasi triennale dell’importazione di scimmie da Cambogia.

La falsificazione di documenti compromette la ricerca scientifica e la salute pubblica.

La legge PRIMATE (Preventing Risky Importation of Monkeys to Avoid Toxic Exposures) mira a eliminare l’importazione di scimmie per esperimenti, proteggendo le specie in pericolo e riducendo i rischi per la salute pubblica. Gli attivisti chiedono a tutti i cittadini di prendere parte all’azione, chiedendo al Congresso degli Stati Uniti di co-sponsorare la legge e al Dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali degli Stati Uniti di chiudere il canale di abbandono delle scimmie. Il traffico di scimmie non è solo un problema locale, ma un fenomeno globale che coinvolge diversi Paesi e settori. La collaborazione internazionale e l’azione dei cittadini sono fondamentali per fermare questa pratica illegale e proteggere la salute pubblica e la biodiversità.

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