Nel mese di agosto 2026 è stata rilevata per la prima volta in Italia la presenza del ceppo ha-Myxovirus della mixomatosi in un allevamento di lepri in provincia di Padova. Si tratta di un caso inedito, che segna un ulteriore passo nella diffusione del virus in Europa. La mixomatosi, malattia virale altamente contagiosa e diffusiva, ha trovato un nuovo ceppo che si è adattato alla specie lepre, con conseguenze potenzialmente gravi per gli allevamenti e la fauna selvatica.
Un ceppo virale nuovo e potenzialmente pericoloso
Il ceppo ha-Myxovirus, rilevato per la prima volta in Italia, è il risultato di un fenomeno di ricombinazione tra il virus della mixomatosi (MYXV) e un poxvirus non ancora identificato. Questo evento genetico ha portato all’inserimento di 2800nt nel gene M009L, un cambiamento che ha reso il virus più aggressivo e adattabile. La sua diffusione ha già interessato diversi Paesi europei, tra cui Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria, con segnali di presenza anche in Slovenia e Serbia, sebbene non confermati.
La mixomatosi è una malattia sottoposta a notifica obbligatoria e rientra nella categoria E per la sorveglianza sanitaria.
La diffusione del virus è legata a condizioni climatiche favorevoli, con un andamento stagionale che ne facilita la propagazione. La trasmissione avviene sia per contatto diretto che mediata da vettori come zanzare, pulci e mosche. La mortalità varia in base alla densità degli animali e a fattori predisponenti, con un’immunità di popolazione assente che richiede almeno 3-5 anni per svilupparsi.
Le caratteristiche della malattia e le sue conseguenze
La mixomatosi, causata da un poxvirus, si manifesta con lesioni nodulari, edema e dermatite su viso, naso e gambe, accompagnate da congiuntivite e gravi lacrimazioni. In alcune fasi, la malattia può portare alla cecità e a morte per coinfezioni batteriche. La mortalità varia in base alla densità degli animali e a fattori predisponenti, con un’immunità di popolazione assente che richiede almeno 3-5 anni per svilupparsi.
Le lesioni anatomopatologiche sono quelle caratteristiche dell’infezione da mixomatosi indotta da ceppi classici nel coniglio.
La trasmissione avviene sia per contatto diretto che mediata da vettori come zanzare, pulci e mosche. La diffusione del virus è legata a condizioni climatiche favorevoli, con un andamento stagionale che ne facilita la propagazione. La mixomatosi è una malattia sottoposta a notifica obbligatoria, in base al Decreto 26 gennaio 2026, e rientra nella categoria E per la sorveglianza sanitaria. Per mitigare l’impatto della mixomatosi, è necessario rafforzare le misure di biosicurezza negli allevamenti, soprattutto in aree a rischio. La vaccinazione, sebbene non praticabile nei selvatici, può essere proposta come intervento preventivo in allevamenti di lepri, con somministrazione ogni 4 mesi utilizzando ceppi Myxo attenuati. Tuttavia, non esistono dati scientifici sull’efficacia dei vaccini per la specie lepre, quindi è auspicabile ulteriore approfondimento. La sospensione del prelievo venatorio potrebbe essere considerata in zone con elevata mortalità, mentre la movimentazione di capi potenzialmente infetti deve essere evitata, soprattutto da Paesi già infetti. La sorveglianza attiva, attraverso la raccolta e analisi di campioni di carcasse e animali provenienti da prelievo venatorio, è fondamentale per comprendere la reale diffusione del virus e adottare misure di controllo tempestive.
