Un parco fotovoltaico da 250 MW in Arabia Saudita sta svolgendo un ruolo inaspettato: proteggere e far crescere un gruppo di gazzelle delle sabbie, una delle specie più vulnerabili della penisola arabica. In un deserto che supera spesso i 45°C, dove la fauna selvatica fatica a sopravvivere e le pressioni umane hanno ridotto drasticamente le popolazioni animali, il progetto ReWildingVoltaics dimostra come infrastrutture energetiche e conservazione della fauna possano coesistere. Il progetto, attivo da alcuni mesi, ha visto 38 esemplari di gazzelle trovare rifugio tra i pannelli solari, in un ambiente controllato e protetto.
Un modello di coesistenza tra tecnologia e natura
Il parco fotovoltaico, gestito dal Prince Mohammed bin Salman Royal Reserve (PMBSRR), si estende su 505 ettari, suddivisi in tre sezioni recintate. La fase pilota, condotta su 157 ettari con un array solare da 66 MW, ha dimostrato che l’ambiente protetto offre un habitat ideale per la specie. Le gazzelle possono muoversi liberamente tra i pannelli, acclimatarsi con poche interruzioni e seguire i ritmi naturali della loro specie. La struttura è predator-proof, con recinzioni che riducono drasticamente il rischio di predazione, un fattore cruciale per la sopravvivenza dei cuccioli.
La protezione strutturale e l’ombra dei pannelli contribuiscono a un ambiente più tollerabile per gli animali. L’effetto termico dell’ombra prodotta dai pannelli fotovoltaici abbassa la temperatura al suolo di 5-10°C rispetto all’ambiente circostante, creando un microclima favorevole per la vegetazione e per la sopravvivenza degli animali. In un ecosistema desertico, questa differenziazione termica non è marginale: significa suolo meno arido, vegetazione più rigogliosa e condizioni di riposo più tollerabili durante le ore più calde della giornata.
Un obiettivo ambizioso ma misurabile
Il progetto non si limita a un obiettivo numerico, ma mira a una logica di conservazione. L’obiettivo dichiarato è portare la popolazione da 38 a 600 esemplari entro il 2031. Cinque anni per moltiplicare di circa sedici volte un gruppo animale in un ambiente controllato richiede una gestione attenta della riproduzione, della salute degli individui e della densità di popolazione. Le gazzelle sono animali sociali che vivono in gruppi e hanno una stagione riproduttiva ben definita. In condizioni naturali, la mortalità infantile è elevata, soprattutto nei primi giorni di vita. Un ambiente protetto dai predatori, con risorse idriche e alimentari disponibili e temperature più miti sotto i pannelli, riduce significativamente queste perdite.
Il progetto ReWildingVoltaics applica il concetto di rewilding a un contesto industriale. Non si tratta di allevamento in cattività in senso stretto, ma di un ambiente semi-naturale in cui gli animali mantengono comportamenti selvatici pur beneficiando di una protezione strutturale. È un cambio di prospettiva rilevante: l’infrastruttura energetica non viene più pensata solo in termini di impatto da mitigare, ma come risorsa attiva per la biodiversità. Il progetto, nato dall’osservazione del territorio, ha visto un esercizio pilota di sette mesi per verificare la fattibilità dell’idea. I risultati sono stati incoraggianti: nessun danno alle infrastrutture, nessun conflitto operativo, nessun problema comportamentale da parte degli animali. La sfida, semmai, è capire dove e come replicare questo equilibrio — e quali specie possano trarne beneficio senza che l’ambiente industriale comprometta i loro pattern naturali.
