Un’operazione dei Carabinieri ha portato alla salvaguardia di 24 Pitbull sottoposti a combattimenti clandestini e alla indagine di 12 persone per maltrattamenti e sfruttamento degli animali. L’inchiesta, avviata nel 2025, ha ricostruito un circuito internazionale che coinvolge province italiane e la Serbia, con un mercato illegale basato su scommesse, compravendite e diffusione online di video. I cani, sottoposti a allenamenti estremi e somministrazioni di sostanze dopanti fin da cuccioli, sono stati trovati in un’arena clandestina a Tizzano Val Parma. La struttura era realizzata con legno e rivestimento sintetico per impedire agli animali di scivolare durante i combattimenti.
Un sistema di sfruttamento e maltrattamenti
La rete investigativa ha rivelato un sistema organizzato che include allevatori, addestratori, trafficanti e veterinari stranieri. Gli animali, trasformati in vere macchine da combattimento, venivano preparati fin dalla tenera età per affrontare scontri violenti. Durante le perquisizioni, gli investigatori hanno trovato tapis roulant, catene pesanti, collari zavorrati e farmaci steroidei, oltre a documenti che indicavano la programmazione delle somministrazioni di sostanze dopanti. L’obiettivo era aumentare il valore commerciale dei cani e attirare acquirenti attraverso video diffusi su social network e chat criptate.
La struttura era stata realizzata con assi di legno e un rivestimento sintetico, pensato per impedire agli animali di scivolare durante i combattimenti. L’analisi dei passaporti degli animali e della documentazione informatica ha rivelato un sistema di importazione illegale di Pitbull provenienti da allevamenti situati in Serbia. Secondo gli investigatori, nella rete sarebbero stati coinvolti allevatori, addestratori, trafficanti e veterinari stranieri. Gli scontri sarebbero stati filmati e condivisi attraverso social network e chat criptate, con l’obiettivo di mostrare le capacità dei cani e attirare potenziali acquirenti.
La violenza non è una caratteristica innata dei cani, ma il risultato dello sfruttamento e dei maltrattamenti da parte dell’uomo.
Le responsabilità e il futuro dei cani
Le 12 persone indagate dovranno rispondere, a vario titolo, di ipotesi di reato legate al maltrattamento degli animali, all’organizzazione di combattimenti vietati e all’addestramento di cani destinati agli scontri. Le responsabilità individuali restano da accertare. Per i 24 Pitbull, il sequestro rappresenta un primo passo per sottrarli a un contesto di sfruttamento e maltrattamenti. Tuttavia, si apre una nuova sfida: garantire loro cure, protezione e un futuro diverso. L’ENPA ha annunciato la volontà di presentare una denuncia, mentre la LEIDAA intende costituirsi parte civile. La presidente Michela Vittoria Brambilla ha ricordato che la normativa prevede pene che possono arrivare a quattro anni di reclusione e multe fino a 160.000 euro. I 24 Pitbull, ora in possesso di enti di protezione animali, dovranno affrontare percorsi di recupero adatti alle loro condizioni fisiche e comportamentali. Il loro futuro dipenderà da questi interventi e dal supporto delle associazioni che si occupano della difesa degli animali.
La vicenda sottolinea come la violenza non sia una caratteristica innata dei cani, ma il risultato dello sfruttamento e dei maltrattamenti da parte dell’uomo. I cani, sottoposti a condizioni estreme e sfruttamento, hanno avuto la loro vita interrotta da un sistema illegale che ha sfruttato la loro forza e resistenza. Ora, grazie all’azione dei Carabinieri e alle associazioni di protezione animali, hanno la possibilità di ripartire con un futuro diverso.
